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Doppio colpo Google: Phonetic Arts e Widevine

Google acquista Widevine e Phonetic Arts, mettendo a segno i colpi numero 41 e 42 del 2010

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Google mette a segno un’importante doppietta che permette al colosso di Mountain View di raggiungere quota 42 acquisizioni nel corso del 2010. I vertici del gruppo hanno deciso di puntare dritto al settore multimedia per la nuova sessione di acquisti, scegliendo due società che rispondono rispettivamente al nome di Phonetic Arts e Widevine.

Per una cifra non meglio specificata, nonostante una valutazione piuttosto recente pari a 50 milioni di dollari, il gruppo Widevine andrà ad arricchire le conoscenze degli ingegneri Google in materia di distribuzione di contenuti in streaming tramite la rete. In particolare Widevine risulta essere una delle aziende più all’avanguardia riguardo la protezione dei contenuti tramite DRM, avendo implementato tale sistema in Flash prima della stessa Adobe, e potrà essere utile al gruppo della “grande G” per irrobustire la propria piattaforma YouTube.

Per quanto la protezione dei diritti d’autore risulti un pò il marchio di fabbrica di Widevine, l’acquisizione da parte di Google mira anche a migliorare la fruizione dei contenuti, tramite l’ottimizzazione delle operazioni di streaming sulle più svariate piattaforme, siano esse in ambienti desktop o mobile. A giovarne potrebbe essere anche la Google TV, progetto sul quale la società di Mountain View ha puntato molto ma che non sta al momento restituendo i risultati auspicati. Piuttosto che accantonare il tutto, dunque, la strada intrapresa è quella di un miglioramento dell’intera infrastruttura tramite le conoscenze e le risorse altrui grazie ad una serie di acquisizioni mirate.

Phonetic Arts è invece specializzata nella sintetizzazione vocale, operazione il cui obiettivo è quello di realizzare strumenti in grado di riprodurre vocalmente informazioni in formato testuale. Un settore, questo, nel quale Google ha da tempo le mani in pasta: basti pensare ad esempio alla trascrizione vocale automatica presente in YouTube, o al riconoscimento vocale cui il gruppo diretto da Eric Schmidt ha destinato ingenti risorse umane ed economiche. Le tecnologie sviluppate da Phonetic Arts potrebbero essere presto introdotte in numerosi servizi targati Google, quali ad esempio quelli relativi alla navigazione satellitare o alla traduzione di testi.

Fonte: Techcrunch • Immagine: Marcin Wichary • Notizie su: