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Google-ITA, qualcosa sembra muoversi

L'acquisizione di ITA Software da parte di Google potrebbe sbloccarsi nel caso in cui il gruppo di Mountain View accettasse alcuni limiti

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La vicenda Google-ITA continua a tenere banco. I 700 milioni di dollari sono ancora lì, sul piatto d’argento servito da Mountain View per l’acquisizione del gruppo operante nel mondo della vendita di biglietti aerei online. Il bastone tra le ruote è però quello dell’antitrust, le cui indagini potrebbero impedire al colosso delle ricerche di approfittare della propria posizione favorendo i propri prodotti piuttosto che quelli della concorrenza. Stando a quanto riportato Reuters sembra che in tal senso qualcosa inizi a muoversi: secondo una fonte informata sulla questione, sembrerebbe che a Google sia stato chiesto di continuare a fornire gli stessi servizi offerti da ITA Software anche dopo l’acquisizione.

Nomi quali Kayak, Expedia, TripAdvisor o Farecast (di proprietà Microsoft) vedono infatti in tale passaggio di proprietà una forte minaccia alle proprie fondamenta: le tecnologie realizzate da ITA rappresentano il cuore di moltissimi servizi per l’acquisto di voli aerei tramite la rete ed un loro trasferimento in quel di Mountain View potrebbe avere sensibili ripercussioni su tali gruppi. Altro fattore importante è il sospetto di un possibile abuso da parte di Google dell’assoluto dominio nel settore dei motori di ricerca, grazie al quale potrebbe favorire illegalmente il proprio servizio Google Travel, fortemente legato all’acquisizione di ITA.

Le richieste dei gruppi operanti nella ricerca di voli online riguardano la distribuzione dei software necessari al funzionamento dei portali anche in seguito alla scadenza delle licenze acquistate precedentemente, possibilmente con regolari aggiornamenti ed un firewall in grado di rendere sicura l’infrastruttura dei motori di ricerca per voli. Se tali condizioni dovessero essere accettate da Google, la situazione potrebbe sbloccarsi in breve tempo, permettendo al colosso di Mountain View di continuare indisturbato la propria corsa per entrare dalla porta principale nel mondo dei viaggi organizzati via Internet.

Tom Barnett, rappresentante di Expedia e membro del gruppo antitrust, spiega che allo stadio attuale la situazione risulta essere piuttosto complicata, anche se non è impossibile trovare una soluzione in grado di soddisfare ambo le parti. Per quanto Google continui a difendere l’assoluta legalità dell’acquisizione, il cui risultato secondo i vertici di Mountain View sarebbero esclusivamente un aumento della concorrenza nel settore, risulta difficile credere che tale passaggio di proprietà possa concludersi senza che il gigante delle ricerche rinunci ad una qualche forma di esclusività sui prodotti ITA Software.

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