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Google chiede la revisione dei brevetti Oracle

Google ha richiesto all'USPTO la revisione dei brevetti di cui Oracle ha contestato la violazione agli sviluppatori Android.

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La battaglia legale tra Google e Oracle potrebbe arenarsi in tempistiche che rischiano di prolungarsi in modo sostanziale. La mossa che rischia di dilazionare i tempi è quella di Google, da cui è stata inviata allo US Patent & Trademark Office una richiesta di revisione dei brevetti che la stessa Oracle ha rinfacciato a Mountain View contestandone la violazione sulla base di 43 specifici file.

I brevetti in ballo sono quelli che, secondo Oracle, Google avrebbe violato all’interno del codice Android. Google ha respinto le accuse e la prima mossa ufficiale di risposta in sede legale è quella di una richiesta di rinvio: Google vuole che il processo prosegua soltanto sulla base di maggiori certezze relative ai brevetti poiché alcuni di questi potrebbe necessitare di una conferma o quantomeno di una revisione.

Dei quattro brevetti di cui si è chiesta la revisione, Google avrebbe nella maggior parte dei casi contestato una “prior art”, ossia un’idea preventiva che annullerebbe il diritto da parte di Oracle di registrare la tecnologia specifica. Questi i brevetti al centro della disputa:

  • 5,966,702 (Method and apparatus for pre-processing and packaging class files)
  • 6,061,520(Method and system for performing static initialization)
  • 6,125,447 (Protection domains to provide security in a computer system)
  • RE 38,104 (Method and apparatus for resolving references in generated code)

Le statistiche dicono che in questo caso le revisioni sono molto rare, ma al tempo stesso le revisioni del brevetto sono molto frequenti: Google cerca pertanto di appianare la situazione portandola dapprima maggiormente a proprio vantaggio per poi giungere in tribunale a far valere le proprie ragioni. I legali di Mountain View hanno infatti finora dovuto fare i conti con le gravi accuse provenienti dalla controparte:

Nello sviluppo di Android Google ha scelto di utilizzare il codice Java senza ottenere per questo una licenza. Inoltre, ha modificato la tecnologia in modo che non fosse compatibile con il principio centrale di Java consistente nello “scrivere una sola volta ed usare ovunque”. La violazione di Google e la frammentazione del codice Java, non arrecano danni soltanto ad Oracle, ma danneggiano chiaramente anche i consumatori, gli sviluppatori ed i produttori dei dispositivi

La revisione dei brevetti potrebbe durare anni e non è detto che Google non decida di effettuare ulteriori richieste all’USPTO nelle prossime settimane mettendo così ulteriore carne sul fuoco. I tempi lunghi, del resto, andrebbero in questo caso a tutto vantaggio della difesa.

Fonte: H-Online • Via: PcWorld • Notizie su: