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Yahoo annuncia la fine di Buzz

Yahoo Buzz si aggiunge alla lista dei servizi Yahoo destinati a chiudere. Il prossimo 21 aprile il sito non sarà più attivo.

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Nato nel febbraio 2008 per divenire il principale rivale di Digg, a distanza di circa tre anni dal suo debutto Yahoo Buzz chiude i battenti. Ad annunciarlo è la stessa società di Sunnyvale, che dopo aver comunicato la propria decisione agli inizi di questo mese ha tenuto a ribadire la chiusura a breve termine del servizio: il prossimo 21 aprile Buzz cesserà di funzionare.

«Yahoo Buzz sarà dismesso il 21 aprile 2011. A partire da tale data, sarà impossibile accedere al sito di Buzz. È stata una decisione difficile. Tuttavia ci aiuterà a concentrarci sui nostri principali obiettivi e sulle prossime innovazioni». Con un comunicato di poche righe Yahoo manda dunque in archivio l’ennesimo progetto potenzialmente di successo ma finito lentamente nel dimenticatoio, offuscato da servizi analoghi maggiormente apprezzati dagli utenti. Dopo tre anni di servizio, conditi più da speranze e aspettative che da traguardi realmente raggiunti, Yahoo abbandona così il mondo del social dopo aver fatto da avanguardia per lungo tempo.

Del resto, la strada intrapresa dal gruppo è piuttosto chiara: tutti i progetti, i servizi ed i portali non redditizi o comunque non largamente diffusi sono destinati a chiudere: MyBlogLog, acquistato per 10 milioni di dollari, è stato il primo, ma quasi certamente non l’unico. Altri, invece, saranno ceduti a società che decideranno di puntarvi con maggiore decisione: è il caso, ad esempio, di Delicious, il più celebre portale per la condivisione di link in Rete, le cui sorti sono ancora in bilico.

Il distacco dai giganti del web è cresciuto giorno dopo giorno e Yahoo si trova ora a dover rincorrere: una rincorsa non facile, visto il ritmo del gruppo in testa e soprattutto l’attuale stato dei servizi di Sunnyvale. Prima di proseguire, però, i vertici societari hanno ritenuto opportuno abbandonare la zavorra in eccesso, snellendo i costi di gestione e potendo concentrare i propri sforzi su progetti mirati, sui quali investire fondi e risorse umane al fine di tentare di riportare il nome Yahoo allo splendore di un tempo.

Fonte: Yahoo • Via: VentureBeat • Notizie su: