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Con il +1 anche la pubblicità diventa social

Nasce una nuova interessante sinergia fra le pubblicità sul web e il social network Google+. Il futuro è nelle pubblicità "socialmente attive".

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Se un internauta nota un banner pubblicitario particolarmente interessante, ora, grazie ad una nuova funzionalità legata al progetto Google+, sarà in grado di condividerlo con i suoi amici. Il nuovo pulsante +1 farà le proprie prime comparse nei display advertising di Google entro il mese di ottobre ed è già presente ad oggi su circa un milione di siti web, ma lo sbarco sul fronte dell’advertising aggiunge qualcosa di nuovo ed ulteriore al significato complessivo del progetto.

Il pulsante +1 su display advertising

Il pulsante +1 su display advertising

Eider Oliveira, software engineer di Google+, ha dichiarato sul blog ufficiale in merito alla questione e rivolgendosi specificatamente agli inserzionisti: “Per la prima volta, sarete in grado di eseguire campagne pubblicitarie socialmente attive che lavorano attraverso milioni di siti in oltre quaranta paesi in tutto il mondo”.

Quindi, quando i consumatori vedranno gli annunci, potranno offrire il proprio +1, così come per gli altri contenuti web. Ad esempio, nell’ipotetico caso che un utente di nome Elena dia +1 ad un ADV che le è piaciuto, tutti i suoi amici, quando vedranno l’inserzione, vedranno anche la raccomandazione di Elena. Allo stesso tempo, gli amici di Elena avranno maggiori probabilità di vedere la pubblicità perché le raccomandazioni figurano in posizione preferenziale in base agli algoritmi di ricerca Google. Non è importante se la pubblicità è un annuncio di ricerca, un banner o un sito web: i risultati vengono conteggiati a prescindere dal formato.

A onor del vero, Google non è la prima azienda a prendere in seria considerazione i banner pubblicitari socialmente attivi. Sia Digg, famoso sito di social bookmarking, che Facebook, hanno già iniziato ad inserire i pulsanti “Digg” e “I like” all’interno di banner ADV sparsi sulle proprie pagine.

Fonte: Google • Via: Mashable • Notizie su: