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Amazon, con Bango per i pagamenti mobile

Amazon ha siglato un accordo con Bango per la fornitura di servizi legati agli acquisti in-app in mobilità.

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Amazon pensa ai pagamenti in mobilità: il colosso delle vendite online avrebbe infatti siglato un accordo con la società Bango, attiva proprio in tale settore da diverso tempo con un portfolio clienti che comprende già nomi del calibro di RIM ed Opera. Per entrambe le aziende Bango fornisce servizi che consentono agli utenti di effettuare acquisti in-app ed una medesima funzionalità potrebbe essere presto inclusa nello store di applicazioni targato Amazon.

In particolare, sia nel caso di RIM che in quello di Opera, ogni acquisto effettuato può essere aggiunto al proprio conto personale, il quale viene poi saldato mediante credito telefonico oppure aggiunto alla fattura del proprio abbonamento telefonico. In tale contesto risultano dunque profondamente coinvolti i carrier mobile statunitensi, i quali rappresentano un tassello fondamentale nell’intero puzzle e potrebbero così spingere Amazon in una nuova direzione per metter piede in un settore ove finora è stato assente.

«Stiamo lavorando ad una soluzione che permetta di vendere contenuti digitali all’interno delle app utilizzando le tecnologie per la vendita ed i pagamenti realizzati da Amazon», si legge in una nota ufficiale targata Bango, la quale conferma la volontà da parte delle due società di intraprendere una collaborazione nel corso dei prossimi mesi. I cantieri sarebbero inoltre stati aperti da diverso tempo, come confermato dal fatto che i frutti del progetto risultano essere «attualmente in Beta ed accessibili soltanto su invito».

Al momento non sono noti i dettagli dell’accordo, né tanto meno un periodo indicativo durante il quale potrebbero giungere i primi risultati di una collaborazione che potrebbe proiettare Amazon nel mondo degli acquisti in-app, aggiungendo allo store di applicazioni dedicate all’universo Android una funzionalità ormai presente in numerosi altri negozi virtuali di software per dispositivi mobile.

Fonte: The Next Web • Notizie su: