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Iran, crackato un drone statunitense

Alcune fonti iraniane suggeriscono un possibile coinvolgimento nel sabotaggio del drone statunitense smarrito nei giorni scorsi.

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Lo smarrimento di un drone statunitense durante una normale missione di ricognizione in Medio Oriente ha ora una possibile causa: fonti vicine all’esercito iraniano suggeriscono infatti un possibile coinvolgimento dello stesso nel sabotaggio del dispositivo a stelle e strisce, del quale si è persa ogni traccia durante i giorni scorsi.

Tali fonti parlano dunque di un bug presente nel sistema di tracciamento della posizione geografica tramite GPS sfruttato dai militari iraniani per sabotare il drone RQ-170, nascondendogli la reale posizione ed inviandogli una serie di segnali per far sì che potesse seguire una rotta la cui destinazione sarebbe entro i confini dell’Iran. L’obiettivo reale del drone era in realtà una base militare statunitense presente in Afghanistan, ove il dispositivo sarebbe dovuto ritornare al termine della propria missione.

L’attacco avrebbe inoltre avuto luogo grazie alle conoscenze acquisite dai tecnici iraniani sulla base di ulteriori droni ottenuti nel corso degli anni, in particolare uno finito nelle mani del Paese asiatico durante lo scorso mese di settembre, studiato per comprendere quali siano le tecnologie utilizzate dagli Stati Uniti per la propria aviazione militare. Da tali studi gli ingegneri sono riusciti così ad individuare un sistema che, disturbando il normale segnale ricevuti dai droni, li obbliga a passare in modalità di pilotaggio automatico, durante la quale risulta più semplice prenderne il controllo senza effettuare alcuna intrusione nei sistemi statunitensi.

Lo scenario descritto dall’ingegnere iraniano da cui è partito tale rumor è inoltre ritenuto dagli esperti del settore piuttosto plausibile, motivo per cui quanto accaduto potrebbe essere effettivamente stato causato da un’attività di interferenza messa in atto dall’Iran come controffensiva alla presenza statunitense in Medio Oriente.

Al momento dagli States non è giunta alcuna dichiarazione ufficiale da parte delle autorità, ma ancora una volta appare chiaro come l’ingegneria informatica sia parte fondamentale dell’industria bellica e degli equilibri odierni tra stati in conflitto.

Fonte: CSMonitor • Immagine: wbaiv • Notizie su: