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Samsung, Tizen confluirà in Bada

Samsung continua a voler spingere nella direzione di Bada, unendo tale progetto con Tizen, nato dalla collaborazione con Intel.

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Samsung proseguirà lungo la strada dello sviluppo della piattaforma operativa fatta in casa Bada. A differenza di quanto prevedibile sino a pochi giorni fa, però, non effettuerà il resto del percorso da sola, ma sarà accompagnata da un nome di primo piano quale quello di Intel. La società asiatica ha infatti reso noto di voler unire il progetto Tizen, nato nei laboratori del chipmaker di Santa Clara in collaborazione con la stessa Samsung, con il proprio OS dedicato ai dispositivi mobile.

A lanciare tale ipotesi è Tae-Jin Kang, uno dei massimi dirigenti Samsung, il quale nel corso di un’intervista rilasciata durante lo scorso CES di Las Vegas ha mostrato alcuni dettagli riguardanti i possibili sviluppi futuri della piattaforma con la quale il colosso di origini sudcoreane intende lanciare la sfida ai vari iOS, Windows Phone e Android, con quest’ultimo che potrebbe dunque rappresentare non più la soluzione di punta della società ma soltanto una delle tante offerte al pubblico. L’integrazione tra Tizen e Bada fornirà dunque al secondo nuova linfa vitale e nuove risorse utili per poter emergere rispetto alla concorrenza.

Una volta terminati i lavori, insomma, gli sviluppatori che hanno finora realizzato applicazioni per Tizen potranno facilmente migrare verso Bada, grazie ad una serie di strumenti utili messi a disposizione da Samsung ed Intel quali ad esempio un SDK unificato per entrambe le piattaforme oppure un set di API ad hoc per fungere da ponte tra i due sistemi operativi. Il tutto dovrebbe portare i primi frutti entro la fine dell’anno, con una serie di smartphone (circa un paio secondo le prime dichiarazioni) pronti a mostrare quanto realizzato nei cantieri della società.

Una volta lanciati, tali device rappresenteranno con ogni probabilità l’inizio di un percorso da parte di Samsung la cui direzione è quella di un leggero allontanamento da Android, sia per realizzare device in maniera del tutto autonoma, sia per non incappare in guai legali in seguito a possibili denunce per violazioni di brevetti da parte di Microsoft o altre società che da lungo tempo combattono l’ascesa del robottino verde.

Fonte: Forbes • Notizie su: