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Libri scolastici, dalla carta alla forma mista

Il Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca chiede che si introducano libri in forma mista nelle scuole: l'addio alla carta è progressivo.

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Se la rivoluzione a cui Apple ambisce è forse ancora lontana dal poter prendere piede, al tempo stesso anche in Italia si compie un importante passo avanti verso il digitale nelle scuole dell’obbligo. Lo comunica il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), dal quale giungono precise disposizioni circa il passaggio obbligato a partire dal prossimo anno scolastico di libri di testo in forma mista.

Cosa significhi “forma mista” è spiegato direttamente da RCS all’interno del progetto “Aula Digitale”:

I libri misti sono manuali scolastici che si compongono di volumi cartacei a cui sono associati pacchetti digitali per espandere i contenuti e apprendere utilizzando anche la multimedialità e l’interattività.

A seconda delle proprie esigenze, i pacchetti digitali sono fruibili direttamente online o scaricabili sul proprio computer, al fine di garantirne la fruizione anche senza essere necessariamente collegati a Internet.

La progettazione dei contenuti digitali di ciascuna opera è il frutto di un attento lavoro dell’editore e dell’autore, i quali hanno tenuto presenti i seguenti criteri:

  • completa coerenza con la parte cartacea;
  • semplicità di utilizzo;
  • aggiornabilità;
  • utilizzo di multimedialità e interttività;
  • fruibilità tramite un qualsiasi computer;
  • fruibilità sia online, sia senza essere collegati alla rete Internet;
  • ottimizzazione per le Lavagne Interattive Multimediali (LIM).

Quel che il ministero intende imporre al sistema (dunque tanto ai docenti quanto alle case editrici), è un approdo progressivo al digitale, facendo sì che l’insegnamento possa poco alla volta slegarsi dai vincoli della carta per poter far tesoro delle opportunità che la Rete, l’interazione ed i bit possono offrire alle modalità di apprendimento. Per questo motivo l’obiettivo è quello di avviare un progressivo abbandono della carta interpretata come strumento e forma unici per la proposta dei contenuti didattici.

Spiega il ministero in una nota:

Le adozioni da effettuare nel corrente anno scolastico, a valere per il 2012/2013, presentano una novità di assoluto rilievo, in quanto, come è noto, i libri di testo devono essere redatti in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet. Pertanto, per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei.

Alle disposizioni vengono inoltre aggiunte tre specifiche note operative:

1.1. I libri di testo in adozione dall’anno scolastico 2008/2009 (in cui ha trovato per la prima volta applicazione la legge n. 169/2008) devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet, nel caso in cui siano in forma interamente cartacea.

1.2. Il passaggio alla forma mista o interamente scaricabile da internet consente una duplice scelta nel caso in cui risulti attualmente adottato un testo cartaceo: il mantenimento del medesimo testo in forma mista o scaricabile da internet ovvero la scelta di un diverso testo nelle medesime forme.

1.3. I libri di testo in forma mista (o interamente scaricabili da internet), in adozione nel corrente anno 2011/2012, devono essere mantenuti fino al termine del vincolo pluriennale

Non si tratta di un passaggio all’e-book (sarebbe peraltro cosa del tutto ingenua, non perseguibile e controproducente), quanto piuttosto di una più concreta estensione delle forme dell’apprendimento. Così facendo tanto l’offerta didattica, quanto le strutture, quanto ancora i ragazzi stessi, potranno abituarsi poco alla volta al nuovo modo di procedere e consentiranno al sistema di svilupparsi poco alla volta. L’e-book è la direzione a cui si arriverà nel tempo, ma sarà un percorso necessariamente lento e sperimentale: l’impatto delle nuove tecnologie con le metodologie di insegnamento è ancora tutto da verificare e mettere a punto.

L’impegno del ministero sembra però andare anche oltre, tentando di tirare in ballo direttamente le case editrici per incentivare un nuovo sforzo nella direzione dell’eccellenza: chi produce i libri di testo dovrà mettersi in gioco per tentare di accaparrarsi una importante posizione di prestigio all’interno di un progetto coordinato dallo stesso MIUR:

Contenuti liquidi, che possano essere travasati da un supporto tecnologico ad un altro, scomposti e adattati a diverse esigenze, pur conservando le proprie caratteristiche di base: queste in sintesi le caratteristiche richieste ai prodotti digitali che verranno selezionati da 20 istituti scolastici tramite altrettante Richieste d’Offerta lanciate, attraverso il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione MEPA

 

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