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Facebook: non chiamatelo “Face” o “Book”

Facebook vieta agli utenti di utilizzare la parola "Book", per la quale ha richiesto anche la registrazione come marchio.

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La settimana scorsa, Facebook ha annunciato un nuovo aggiornamento del documento denominato “Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità”, che gli utenti implicitamente accettano quando effettuano la registrazione al social network. Tra le novità introdotte spicca il divieto di utilizzare la parola Book, per la quale Facebook ha chiesto anche la registrazione come marchio.

Al punto 5 della dichiarazione dei diritti e responsabilità, che entrerà in vigore tra pochi giorni, è stata inserita la seguente frase:

È vietato l’uso dei nostri copyright o marchi registrati (inclusi Facebook, the Facebook e il logo F, FB, Face, Poke, Book e Wall), o di simboli simili che possono indurre a confondersi, senza il nostro previo consenso scritto.

Nella precedente versione era presente anche il numero 32665, usato dagli utenti per aggiornare il profilo mediante un messaggio di testo, ma Facebook ha deciso che non può avere i diritti su un numero. L’azienda di Menlo Park, però, proibisce espressamente l’utilizzo della parola “Book”, un termine abbastanza comune. Nonostante “Book” sia un marchio non registrato, Facebook ha già avviato diverse cause legali contro siti Web che usano questa parola nel loro nome, in quanto la legge degli Stati Uniti consente di rivendicare l’uso del marchio.

Una ricerca nel database dell”Ufficio marchi e brevetti degli Stati Uniti mostra che Facebook possiede 73 marchi, molti dei quali sono registrati e quindi non utilizzabili da nessun sito. I principali sono “F”, “Face”, “FB”, “F8”, “Facebook Developer Garage”, “Wall”, “Facepile”, “Nextstop.com”, “Facebook for good”, “Friendfeed”, “Facebook Insights”, “Facebook Pages” e “Facebook Ads”. Il termine “Book” non è presente, ma l’azienda dovrebbe presto ottenere i diritti anche su questo marchio. La richiesta di registrazione potrebbe, invece, essere più complicata in Europa, dove ci sono numerose aziende che hanno avanzato diritti sul termine, anche se in contesti diversi da un social media.

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