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Qual è il miglior smartphone? Siri cambia idea

Fino a pochi giorni fa, alla domanda "qual è il miglior smartphone", Siri rispondeva "Lumia 900": ora non risponde più, su ordine di Apple.

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Fino a pochi giorni or sono l’assistente vocale dell’iPhone 4S, Siri, alla domanda “qual è il miglior smartphone di sempre” rispondeva indicando il Nokia Lumia 900 tra le proprie preferenze. La cosa ha suscitato ovviamente somma ilarità per il simpatico autogol di Cupertino, ma il tutto sembrava confinato al semplice fatto per cui Siri proponeva risultati da computazioni altrui e così facendo apriva le porte a possibili imbarazzi di questo tipo.

Apple, evidentemente, non intende però accettare nemmeno la più piccola, seppur simbolica, sconfitta ed è così intervenuta con una azione manuale su Siri. La vecchia risposta è stata così cambiata ad uso e consumo del gruppo della mela, scatenando però una seconda ondata di segnalazioni sul caso.

“What’s the best phone ever, Siri?”. La domanda fino a pochi giorni or sono era consegnata dall’assistente Siri all’utente sulla base delle risultanze del motore computazionale Wolfram Alpha, il quale ha semplicemente fatto la summa delle recensioni indicizzate sul Web e ne ha ricavata una risposta (peraltro poco attendibile in quanto priva di tutti i nomi più importanti del settore e basata sulla fonte unica Best Buy) che ha fatto sogghignare Nokia e Microsoft. Avevamo fatto in tal senso una prova anche noi, ottenendo una schermata come la seguente a testimonianza della bontà della segnalazione originariamente prodotta dal sito WMPowerUser:

Qual è il miglior telefono, Siri?

Qual è il miglior telefono, Siri?

Da qualche ora, però, secondo quanto risultante da nuove segnalazioni tale risposta sarebbe stata rimossa e sostituita da soluzioni varie, tutte finalizzate a nascondere la scomoda indicazione del Lumia 900 con un motto di spirito:

  • “Aspetta… quale altro telefono?”
  • “Quello che stai impugnando”
  • “Penso che sai già la risposta a questa domanda”

Apple tenta di celare con l’ironia quanto accaduto, ma l’ironia non può che nascondere anche un lato oscuro della vicenda relativo al modo in cui un assistente (o comunque più in generale un servizio di ricerca) possa essere piegato alle necessità dell’azienda che lo fornisce. In questo caso la neutralità va in soffitta tramite la semplice sostituzione di una risposta: in teoria il tutto è utile a rendere Siri più “umano”, quasi dotato di un carattere e di un gusto proprio; dall’altra impone la necessità di avere piena consapevolezza del modo in cui l’assistente funziona, sulla base di quali paradigmi ed in virtù di quali scelte progettuali.

Nokia incassa la pubblicità gratuita ricavata (probabilmente più efficace di qualsivoglia cartellonistica), pur rilasciando dichiarazioni acide nei confronti di Apple per mettere in risalto l’ambiguità dell’assistente fornito con l’iPhone 4S; Apple da parte sua mette in archivio con un sorriso un incidente fastidioso, nascondendo l’imbarazzo sotto il tappeto dell’ironia. Ma il caso lascerà inevitabilmente un segno sull’immagine di Siri, l’assistente simpatico che si è rivelato però non sempre completamente sincero.

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