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Agenda digitale: l’ultima bozza

L'Agenda Digitale italiana è all'ultima bozza prima della sua conferma. Banda larga e start up, p.a e scuola tra le voci del documento. Ma poche risorse.

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L’Agenda Digitale italiana è in dirittura d’arrivo. L’ultima bozza (pdf) è stata resa nota da CorriereComunicazioni e contiene gli elementi che si attendeva: banda larga, start up e tecnologia in primis. Insieme a principi e obiettivi che rappresenteranno il percorso del governo – e dei futuri governi – per il progresso digitale del paese che il Web Index pone al 23esimo posto nel mondo, almeno tre o quattro posti più indietro di dove dovrebbe essere, considerata la sua economia e l’appartenenza all’Europa Unita.

Dopo l’approvazione alla Camera e le consultazioni, siamo dunque al testo, 41 articoli in ben 13 sezioni:

  • Attuazione dell’agenda
  • Identità digitale
  • Amministrazione digitale
  • Open Data
  • Istruzione
  • Sanità
  • Digital divide
  • Pagamenti elettronici
  • Commercio elettronico
  • Attrazione investimenti
  • Ricerca e innovazione
  • Crescita
  • Communities

Sul piano banda larga sono stanziati per il 2013 150 milioni di euro (possiamo già dire che sono pochi), si semplificano le procedure per gli scavi – definisce nello specifico superficie del manto stradale, suo ripristino e doveri di amministrazioni pubbliche e aziende private – e ci sarà una detassazione per l’occupazione del suolo e del sottosuolo con reti e con impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica nonché con impianti di rete di banda larga mobile ove sono installati apparati con tecnologia UMTS e/o LTE.

L’agenda digitale dedica invece un capitolo particolarmente lungo (20 articoli) alle nuove imprese e al loro sostegno. Tuttavia, in questo caso non ci sono le coperture finanziarie, dunque sembrano più che altro buone intenzioni e prammatiche. Nella sostanza, il governo prevede nel prossimo decreto sviluppo di iniziare a sostenere la semplificazione della costituzione delle società di questo tipo, con procedura online, accesso ai fondi di investimento previsti (nel complesso, 170 milioni di euro) e una Piattaforma Nazionale delle comunità intelligenti che si dota di set di indicatori per valutarle.

Il comitato che formerà la piattaforma è formato da nove componenti: due designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, due designati dall’Associazione nazionale dei comuni italiani, uno designato dall’Unione delle province italiane e altri quattro nominati dal Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, di cui uno provenienti da atenei nazionali, uno dalle associazioni di imprese o di cittadini maggiormente rappresentative, uno dall’Istat e uno dall’Agenzia stessa.

Il testo poi affronta molti altri aspetti della digitalizzazione, da quelli legati alla salute e in generale all’armonizzazione dei dati dei servizi pubblici rispetto al loro utilizzo digitale, ad altri ancora più noti, come la PEC (i cittadini potranno eleggere il domicilio digitale sul loro indirizzo Pec e sarà creato l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti), o la carta di identità digitale che unificherà la carta di identità elettronica con la tessera sanitaria. Confermata la data del 1° gennaio 2014 come deadline oltre la quale le scuole dovranno consentire agli studenti l’utilizzo di sole edizioni elettroniche o edizioni miste dei libri scolastici, in ogni caso acquistabili in Rete.

Per incentivare i servizi digitali, l’Agenda impegna il governo a presentare ogni anno alle Camere un disegno di legge contenente le disposizioni necessarie per rimuovere gli ostacoli legislativi ed amministrativi allo sviluppo dei servizi, ed entro il 31 ottobre di ogni anno una Relazione su attuazione e conformità delle stesse.

Fonte: Agenda Digitale (bozza) • Notizie su: