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Twitter assume un hacker iOS e Android

Charlie Miller, hacker esperto già all'opera su iOS, OS X e Android, è stato assunto da Twitter per incrementare la sicurezza del social network.

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Charlie Miller, uno degli esponenti più importanti del panorama hacker, è entrato a far parte del team di Twitter. I vertici della piattaforma di microblogging hanno dunque deciso di affidarsi a una figura proveniente dal panorama “underground” per incrementare il grado di sicurezza del social network. Miller si è dimostrato capace in passato di mettere in ginocchio i sistemi operativi di Apple (sia iOS che OS X) e Android, scovando falle e vulnerabilità tali da mettere in pericolo i dati sensibili degli utenti.

Non si tratta comunque della prima collaborazione importante, per un esperto già in forza a organismi come la NSA (National Security Agency), che insieme a FBI e CIA si occupa di vigilare sulla sicurezza degli Stati Uniti. “Se non li puoi battere, unisciti a loro” è ciò che hanno pensato i responsabili di Twitter. Il compito dell’hacker, a quanto pare, sarà quello di impegnarsi a violare le protezioni che ogni giorno gestiscono milioni di tweet, fornendo così al comparto tecnico preziose indicazioni su cosa migliorare.

La redazione di Forbes, che ha dato la notizia in anteprima nel fine settimana, ricorda anche le voci che in passato avrebbero voluto Miller vicino alla firma di un contratto con Apple, dopo aver dimostrato una profonda conoscenza delle piattaforme della mela morsicata. Un’ipotesi mai sfociata in nulla di concreto, tanto da portare alla stretta di mano con Twitter.

Ripercorrendo brevemente la sua “carriera”, nel 2007 riuscì a mettere in ginocchio iPhone sfruttando un bug del browser per la navigazione. Sei mesi dopo, in occasione dell’evento Pwn2Own di Vancouver, mise in ginocchio un MacBook Air in soli due minuti. Nel 2009 scoprì come violare il melafonino semplicemente attraverso l’invio di messaggi testuali, mentre più di recente mostrò tutti i limiti della tecnologia Bouncer, integrata da Google per limitare la diffusione di malware sullo store Play (ex Android Market).

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