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Apple assume l’hacker che salvò Windows

Apple ha assunto Kristin Paget, l'hacker transgender che anni fa ha salvato Windows Vista da gravissimi bug di sicurezza per l'utente.

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Con le recenti minacce a OS X, tra cui il diffuso trojan Flashback, Apple ha deciso di investire maggiori risorse sulla sicurezza. E non avrebbe potuto farlo se non con il piglio originale che l’ha sempre contraddistinta: ha infatti assunto una hacker, famosa nel mondo dell’informatica per essere stata una delle salvatrici di Windows Vista.

Si chiama Kristin Paget ed è una donna transgender che cinque anni fa si rese famosa per aver scovato dei gravissimi bug di sicurezza in Windows Vista, strappando così un contratto di assunzione a Microsoft. Apple spera che possa fare lo stesso su OS X, riportandolo sulla vetta dei sistemi operativi tra i più inattaccabili al mondo.

La sua storia è certamente singolare. Al comando di un gruppo di altri hacker, ha deciso di fronteggiare direttamente Microsoft, rea di aver dichiarato ai media che Windows Vista fosse un sistema operativo totalmente sicuro. In pochissimi giorni lei e il suo team scovarono centinaia di bug molto gravi, riuscirono a far posticipare la data di lancio del sistema operativo e ottennero un lavoro in Microsoft. A tutto questo si aggiunge anche una spiritosa t-shirt regalatale da Brian Valentine, vice presidente allo sviluppo Windows, con la scritta “Ho posticipato Windows Vista”.

«Abbiamo risolto molti bug prima della consegna di Vista. Sono davvero orgogliosa del numero di falle che abbiamo trovato e che abbiamo permesso di sistemare».

Dopo un periodo in Recursion Ventures, una società specializzata in sicurezza hardware, lo scorso settembre è stata assunta in pianta stabile in quel di Cupertino, nel ruolo di ricercatrice per la sicurezza dei sistemi operativi. Dei suoi compiti non si sa molto, ma pare sia impiegata a tempo pieno per condurre dei test sul cuore di UNIX e di OS X, alla ricerca di tutte le problematiche che potrebbero minare l’utilizzo da parte dell’utente. E chissà che non stia già lavorando sul trojan Dockster, apparso pochissimi giorni fa in Rete.

Apple non si è mai dovuta realmente scontrare con il problema del software malevolo, se non in tempi recentissimi. Con l’aumento del market share di OS X sul mercato, raggiunto facilmente da Snow Leopard in poi date nuove politiche di prezzo e di distribuzione, anche i Mac sono diventati un target appetibile per i malintenzionati. E così anche la Mela è caduta nella Rete di virus e trojan, seppur poco diffusi, cui culmine è stata proprio l’infezione di 700.000 macchine con il malware Flashback. Certo, la natura intrinseca di UNIX e OS X rendono gli attacchi esterni ben più difficili – nella maggior parte dei casi è necessario l’inserimento di nome utente e password affinché il contagio possa avvenire – ma la presenza di Paget è una dichiarazione di garanzia. Se c’è qualcuno che può scovare con largo anticipo falle fino a oggi ignorate, è di certo lei la persona giusta.

Fonte: Wired • Immagine: Jean-Philippe Martin • Notizie su: ,