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Una città per i test delle self-driving car

L'Università del Michigan ha dato il via al progetto Mobility Transformation Facility: una "città simulata" per testare i veicoli con guida automatica.

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Sempre più realtà sono impegnate nello sviluppo e nella progettazione delle cosiddette self-driving car, ovvero le vetture in grado di guidare da sole, senza richiedere l’intervento dell’uomo. Google ha tolto i veli solo pochi giorni fa al suo primo prototipo e anche il team italiano VisLab ha annunciato a fine marzo il debutto di DEEVA. Veicoli di questo tipo, prima di poter debuttare sul mercato, necessitano però di un’intensa fase di test e perfezionamento.

È per questo che l’Università del Michigan ha avviato la costruzione della Mobility Transformation Facility. Si tratta di un’area di oltre 120.000 metri quadrati in cui verrà costruita una vera e propria città, con tanto di edifici, strade, segnaletica orizzontale e verticale, vegetazione, pedoni, motocicli ecc. Servirà come banco di prova per tutti gli automaker impegnati in questo ambito, ma anche per quelli che sono al lavoro sulle tecnologie V2V (Vehicle-to-Vehicle Communication), ovvero quelle in grado di mettere in comunicazione i veicoli tra loro. Ecco le parole di Edwin Olson, responsabile del progetto.

Stiamo scrivendo il codice per la struttura. Potremo controllare il funzionamento dei semafori nelle diverse condizioni di traffico o simulare l’attraversamento di un pedone al momento sbagliato.

Mobility Transformation Facility

Mobility Transformation Facility (immagine: Michigan Engineering).

In base alle specifiche esigenze sarà possibile spostare gli edifici e riposizionare gli ostacoli , così da mettere alla prova l’affidabilità dei sistemi di self-driving nelle condizioni più svariate. La prima azienda a farlo sarà Ford, seguita da General Motors e Toyota. Tornando alle tecnologie V2V, Olson parla di quelle che saranno i benefici introdotti dal loro impiego.

In futuro le automobili potranno comunicare con le altre vetture, con i semafori e con i dispositivi che si trovano lungo la strada. Inoltre, questi saranno in grado di rispondere. Il vostro veicolo connesso potrà così ricevere informazioni su ingorghi del traffico, asfalto ghiacciato, auto in panne e carreggiate chiuse. Non si tratta solo di sviluppare smart car, ma di rendere smart tutto l’ambiente in cui si viaggia.

Fonte: Michigan Engineering • Via: Motherboard • Immagine: Michigan Engineering • Notizie su: