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Roaming zero, no agli inglesi dopo la Brexit

Con l'avvento delle Brexit gli inglesi non potranno approfittare del roaming zero; comunicare in Europa, per loro, costerà in futuro molto di più.

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Il roaming zero non avvantaggerà i cittadini britannici dopo che la Brexit sarà messa in atto, almeno secondo la commissione del Parlamento europeo. Dunque, a meno che il Governo inglese non trovi un qualche tipo di accordo, a partire dal 2019 i cittadini inglesi si troveranno a pagare tariffe di roaming sostanziose quando dovranno viaggiare all’interno dei paesi europei. Il roaming zero, si ricorda, scatterà dal prossimo 15 giugno e stando a quanto emerge da un documento interno, potrebbe non riguardare gli utenti britannici. Prioritari, dunque, accordi transitori tra l’Europa e l’Inghilterra per gestire il roaming reciprocamente.

Il roaming zero permetterà ai cittadini europei di ridurre sensibilmente i costi dei loro viaggi perchè potranno continuare ad utilizzare le tariffe nazionali per chiamare, mandare i messaggi e navigare su internet. Questi vantaggi, però, con la Brexit non arriveranno ai cittadini britannici. Una situazione che non sta piacendo molto ne ai cittadini britannici ne ad un’ala della politica inglese che chiede espressamente al premier inglese Theresa May di lottare per mantenere i benefici sino a qui raggiunti anche successivamente alla Brexit. Per gli inglesi, dunque, viaggiare all’interno delle Europa, in futuro, potrebbe costare molto caro, sempre che il governo non trovi una qualche forma di accordo su questo tema.

Per quanto riguarda il roaming zero, di recente l’Unione Europea ha trovato gli utilissimi accordi con gli stati membri sui prezzi all’ingrosso degli operatori. Si trattava dell’ultimo tassello necessario per completare il quadro normativo necessario per portare senza scossoni all’attuazione del roaming zero. Tra pochi mesi, dunque, l’Europa sarà molto più unita.

Fonte: The Guardian • Notizie su: