22 Giugno 2009 ore 13:30

Il Grande Fratello iraniano arriva dall'Occidente

Il Grande Fratello iraniano arriva dall'Occidente

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Secondo il Wall Street Journal, una joint venture tra Nokia e Siemens avrebbe fornito all'Iran buona parte delle soluzioni tecnologiche per realizzare un centro di monitoraggio delle informazioni scambiate online. Un sistema utilizzato intensivamente

Siemens e Nokia hanno fornito al governo iraniano parte della strumentazione utilizzata per controllare la Rete. La notizia giunge dalle colonne dell'autorevole Wall Street Journal, che nel corso degli ultimi giorni ha svolto un'approfondita inchiesta intorno alla censura messa in campo dall'Iran per limitare la circolazione della libera informazione online. Secondo il giornale statunitense, il sistema utilizzato dalle autorità di Teheran non solo consente di limitare l'accesso ai siti web, ma permette anche di controllare i singoli pacchetti di informazioni scambiati dagli utenti online.

«Sembra che il governo iraniano sia coinvolto in una pratica solitamente chiamata "deep packet inspection", che consente alle autorità non solo di bloccare le comunicazioni ma anche di monitorarle per raccogliere informazioni sui singoli individui, così come di alterarle per fare disinformazione, secondo gli esperti. Le soluzioni per il monitoraggio sono state fornite, almeno in parte, da una joint venture tra Siemens AG, il gruppo tedesco, e Nokia Corp, la società finlandese produttrice di cellulari, nella seconda metà del 2008» scrivono Christopher Rhoads e Loretta Chao nel loro articolo per il WSJ. La fonte principale della loro notizia è Ben Roome, un portavoce della joint venture tra le due società ritenuto dunque molto affidabile.

Stando alle informazioni raccolte dal quotidiano statunitense, il centro per monitorare le telecomunicazioni sarebbe stato installato contestualmente alla realizzazione di parte della rete per le TLC sotto regime di monopolio in Iran, realizzata principalmente da Nokia e Siemens. Controllando il fornitore della connettività e le infrastrutture per le telecomunicazioni, le autorità iraniane sono dunque in grado di effettuare approfondite ricerche sui pacchetti di informazioni scambiati dai milioni di utenti che su base giornaliera si collegano alla Rete per ricercare notizie o confrontarsi sui social network.

Il monitoraggio attraverso deep packet inspection avviene contestualmente allo scambio dei dati in maniera automatica e naturalmente all'insaputa degli utenti. Tale soluzione tecnologica controlla il flusso di informazioni veicolato dalla navigazione sui siti web, dalle email, dalle telefonate online e dallo scambio di dati e notizie sui social network come Twitter, Facebook e FriendFeed. Ogni pacchetto di informazioni viene "aperto", scansionato automaticamente alla ricerca di alcuni termini chiave preimpostati da chi attua la censura e successivamente ricostruito. La procedura avviene in una manciata di millisecondi, racconta il WSJ, ed è utilizzata intensivamente dalle autorità iraniane specie in questi giorni di proteste in seguito al sospetto risultato elettorale delle presidenziali.

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