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Caso Microsoft: l’Europa va avanti

La Commissione Europea ha dichiarato che la decisione USA non influirà sul caso antitrust contro Microsoft in Europa. Diversi mercati, diverse leggi ma soprattutto diversi casi

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La recente sentenza con cui la giustizia USA ha messo fine, nel modo più morbido, al procedimento antitrust contro Microsoft non inciderà sull’analoga posizione dell’azienda in Europa. La Commissione Europea ha fatto sapere nei giorni scorsi che il procedimento di verifica in atto in Europa è «del tutto diverso» da quello appena chiuso negli Stati Uniti e la decisione, attesa per fine anno, sarà del tutto autonoma.



Dopo la sentenza americana in molti pensavano che da Brussels sarebbero partiti segnali di pace verso Redmond. La dichiarazione della portavoce della Commissione ha messo fine ai dubbi confermando ancora una volta la linea dura che si attribuisce a Mario Monti, il commissario europeo alla Concorrenza.



I due procedimenti e il loro contesto giudiziario sono tuttavia differenti.



Il caso USA, che si trascinava oramai da quattro anni, era basato sul ricorso dei produttori di software, in primo luogo la Netscape, che vedevano la loro fetta di mercato soffocata dalla posizione dominante di Microsoft nel mercato dei sistemi operativi. Con Windows vengono distribuiti gratuitamente software per la navigazione Internet, per l’ascolto di musica, per la posta elettronica: tutti marchiati Microsoft. Secondo Netscape e la cordata di concorrenti ciò provocherebbe l’asfissia dell’intero mercato di quegli specifici software.



In Europa la contesa verte sulla creazione di un monopolio di fatto sui sistemi operativi che piano piano si è espanso verso il mercato dei software per server e successivamente sul mercato della multimedialità (con Windows Media Player). Al centro del procedimento UE c’è insomma la piattaforma .NET, il sistema progettato per riunire sotto un unico sistema le tecnologie di accesso alla rete (i browser), le tecnologie di utilizzo (il sistema di accesso Passport e le tecnologie multimediali) e le tecnologie infrastrutturali (la piattaforma .NET).



I due procedimenti sono differenti: il caso americano guarda al passato di Microsoft, al suo monopolio di fatto sui sistemi operativi che è difficile e forse anche controproducente scardinare. Il caso europeo guarda al futuro di Microsoft, a quel progetto che dovrebbe portare la casa di Redmond a controllare più o meno ogni settore in cui l’informatica incontra Internet: dai telefonini alle tavolette per PC, praticamente tutti.



Spuntarla in Europa sarà difficile. Mario Monti Oltreoceano ha la fama di “pit bull” e non sarebbe la prima volta in cui un procedimento antitrust contro aziende americane trovi le due legislazioni in disaccordo: moribida quella USA, dura quella europea.



Quasi un anno fa, poco dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, la General Electric sottopose alla Commissione Europea la richiesta di fusione con l’azienda chimica Honeywell. Washington diede il suo OK!, Mario Monti bocciò tutto. Lesa maestà e disaccordo anche in tempo di tragedia