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L’healthcare di Microsoft sbarca in Europa

Dopo i risultati positivi raggiunti negli Stati Uniti, il pacchetto software Amalga sviluppato da Microsoft giunge in Europa. Le soluzioni progettate per la gestione delle strutture sanitarie dimostrano un particolare interesse di Redmond per il settore

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Approda anche in Europa Amalga, l’insieme di software sviluppati da Microsoft per la gestione delle informazioni sanitarie. Da circa un paio di anni, Redmond ha dimostrato con il suo Health Solutions Group un particolare interesse per l’IT legato alle cure mediche, settore in rapida espansione negli Stati Uniti prima, e da poco anche nel Vecchio Continente. Il pacchetto di Amalga racchiude in sé numerosi applicativi e soluzioni per gestire le cartelle cliniche dei pazienti, i progetti di ricerca e la complessa amministrazione finanziaria delle strutture di cura.

Il nucleo centrale del sistema proposto da Microsoft è l’alta compatibilità dei dati raccolti nei diversi ambiti delle strutture sanitarie. Amalga prevede l’adozione di database unici in sostituzione di quelli già esistenti e in grado di offrire, rapidamente e con efficacia, informazioni pertinenti ai medici e alle altre figure professionali delle strutture sanitarie. Un sistema altamente integrato può, infatti, consentire un considerevole risparmio di tempo e denaro, ma anche un complessivo aumento della produttività e della qualità dell’assitenza fornita ai pazienti.

Stando alle informazioni fornite da Microsoft, e riportate dal giornale online PcWorld, Amalga sarebbe in grado di gestire più di 40 Tb di dati costantemente a disposizione dei medici, che potrebbero dunque contare su risposte rapide e puntuali del sistema. Il pacchetto software si basa sulla tecnologia .NET Framework e sui database di SQL Server. Dopo aver acquisito nel 2006 il sistema Azyxxi, alla base del nuovo Amalga, Microsoft ha lavorato alacremente per armonizzare la creazione dei database e la compatibilità tra i diversi applicativi presenti nel pacchetto software.

Dopo i risultati incoraggianti raggiunti negli Stati Uniti, Redmond intende ora ripetere la positiva esperienza anche in Europa. A differenza degli States, buona parte delle infrastrutture sanitarie europee sono, però, gestite dagli Stati nazionali. Il sistema potrebbe inizialmente affermarsi nelle cliniche private, generalmente meno soggette a vincoli rispetto alle strutture pubbliche.