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Google sempre più leader, cede Yahoo

Google è sempre più leader del mercato: passa un mese e la fetta di query conquistata cresce di un ulteriore 1%, tutto a scapito di Microsoft e Yahoo che perdono rispettivamente lo 0.9% e lo 0.6%. Il tutto, però, nei giorni delle indagini antitrust

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Forse per una volta, una volta soltanto, Google avrebbe volentieri fatto a meno di veder sottolineato il proprio crescente dominio sul mercato della ricerca online. Per una volta, una volta soltanto, a Mountain View si sarebbe forse preferita una cifra in declino, magari minimale, pur di smentire quanti ritengono la posizione di controllo ormai troppo forte e troppo influente. I numeri, invece, sorridono ancora una volta: la stagione dell’ascesa non sembra terminata e per Google è così nuovamente il momento di festeggiare una fetta di mercato sempre più ampia, con un gap rispetto alla concorrenza sempre più marcato.

I dati sono quelli annunciati da Comscore: negli USA Google ha raggiunto il 63% delle ricerche in rete contro il 61.9% del mese precedente. La crescita è avvenuta tutta a scapito del mercato Yahoo e Microsoft, in discesa rispettivamente dello 0.9% (19.6%) e dello 0.6% (8.3%) rispetto all’ammontare totale delle query. Ask mette in tasca lo 0.3% in più (4.8% in totale), AOL lo 0.1%. In tutto le ricerche effettuate sono stimate in 11.7 miliardi, approssimativamente lo stesso numero rispetto al mese precedente.

Le cifre sono ricavate dal quantitativo totale di query registrate sulla totalità dei siti di riferimento. Per Google, ad esempio, la cifra è risultante dalla somma tra il motore di ricerca e YouTube. Stessa cosa vale per Yahoo, a cui motore si sommano le ricerche effettuate dagli altri servizi del network. Le ricerche effettuate su Facebook, Craiglist, Amazon ed altri siti similari rimangono al momento in quantità pressoché insignificante. eBay si attesta invece su cifre assolute confrontabili a quelle di Ask.com.

Per Google è un momento delicato. L’accordo proposto a Yahoo ha attirato le attenzioni delle autorità antitrust (non solo USA) e l’accusa preminente è quella di un abbassamento della competizione nel settore, a tutto svantaggio degli advertiser e della concorrenza. Google ha difeso a spada tratta la proposta e Schmidt ha spiegato che «il tempo è danaro» e il tutto è destinato quindi a prendere il via entro breve. I nuovi numeri Comscore andranno inevitabilmente a finire tra le mani del regolatore, il quale dovrà valutare se e in che misura Yahoo potrebbe dare a Google la chiave per chiudere i conti con Microsoft o qualsivoglia altro contendente.