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Gli Usa scoprono gli SMS: boom del 450%

Con un secco e inequivocabile +450% di sms ricevuti e inviati in soli 2 anni, gli Stati Uniti scoprono definitivamente che la comunicazione testuale in mobilità può sostituire in molti casi quella vocale. Merito di nuovi telefoni ma anche di nuove tariffe

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Quello statunitense è uno strano mercato per la telefonia cellulare: si è sviluppato molto in ritardo con una particolare predisposizione agli smartphone (su tutti il BlackBerry) e solo ora sembra scoprire davvero le potenzialità degli SMS.

Uno studio Nielsen spiega come nel secondo trimestre del 2008 i proprietari di telefono cellulare negli Stati Uniti abbiano inviato e ricevuto una media di 357 messaggi al mese, contro le 204 telefonate fatte e ricevute. Dal sorpasso sembra dunque che il testo sia diventato la forma di comunicazione mobile prediletta anche oltreoceano, specialmente raffrontando dati simili con quelli del 2006 quando furono inviati e ricevuti in media 65 SMS al mese.

A guidare il cambiamento chiaramente c’è la fascia d’età più giovane con particolare enfasi nel target 13-17 anni, i cui appartenenti mandano più messaggi di tutti e parlano meno di tutti, seguiti solo dalla fascia ancora precedente, cioè tra i minori di 12 anni.

Dunque, a fronte di un aumento del 450% dei messaggi di testo inviati e ricevuti, il numero delle chiamate fatte e ricevute è invece rimasto sostanzialmente stabile negli scorsi due anni. Ciò è accaduto nonostante il costo degli SMS sia molto alto negli Stati Uniti e solo recentemente siano nati piani tariffari flat specifici per l’hanno abbassato drasticamente.

Contemporaneamente in Europa, terra dove gli SMS da sempre sono una delle forme predilette di comunicazione, il commissario alle telecomunicazioni dell’Unione, Viviane Reding ha dichiarato che entro l’estate prossima sarà varata una normativa che impedirà l’aumento del costo degli SMS oltre gli 11 centesimi di euro. Confermate dunque le ipotesi di inizio estate, quando alla Reding furono accreditate le prime suggestioni relative ad un giro di vite sulle “telco” proveniente dalla Commissione Europea.