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Il Pentagono usa l’IA di Google per i suoi droni

Project Maven è il programma che vede la Difesa USA sfruttare l'intelligenza artificiale di bigG per analizzare le immagini catturate dai suoi droni.

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TensorFlow, il sistema open source di machine learning introdotto da Google nel 2015, è impiegato (tra gli altri) dal Dipartimento della Difesa statunitense per l’analisi delle immagini catturate dai droni in volo durante le missioni sulle aree di conflitto. La conferma arriva direttamente dal gruppo di Mountain View.

Una doverosa precisazione: la tecnologia di bigG utilizzata dal Pentagono non ha alcuna finalità di tipo offensivo. Si occupa invece di esaminare i flussi video registrati identificando al loro interno oggetti come automobili, alberi o abitazioni, sollevando così il personale umano da un compito gravoso in termini di tempo e risorse. Stando a quanto reso noto dal Dipartimento della Difesa il progetto è stato messo in campo in un primo momento con l’obiettivo di identificare 36 classi di oggetti nelle zone interessate dal conflitto con le forze dell’ISIS. Questa la dichiarazione che giunge da un portavoce di Google.

La tecnologia etichetta le immagini per una successiva revisione da parte del personale ed è impiegata per utilizzi esclusivamente non offensivi. L’uso in ambito militare del machine learning fa naturalmente sorgere legittime preoccupazioni. Stiamo discutendo in modo attivo di questa importante tematica, internamente e con gli altri, mentre continuiamo a strutturare policy e tutele relative agli utilizzi delle tecnologie basate sul machine learning.

Si è iniziato a parlare del programma, nome in codice Project Maven, nei giorni scorsi, quando il sito Gizmodo ha riportato il malumore di un numero non indifferente di dipendenti Google una volta appreso che il proprio sistema IA è impiegato in ambito militare e per la sorveglianza. Secondo il colonnello Drew Cukor, a capo dell’iniziativa, il settore della difesa ha necessità di abbracciare le potenzialità dell’intelligenza artificiale e del machine learning per affrontare le sfide future.

Non esiste una “scatola nera” in grado di offrire un sistema IA che sappia soddisfare le nostre esigenze, almeno non per il momento. Gli elementi chiave devono essere combinati e l’unico modo che abbiamo per farlo è affiancandoci a un partner commerciale.

Fonte: Sky • Via: Gizmodo