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Open Fiber porta Campobasso nel futuro

Open Fiber ha iniziato i lavori che porteranno la città di Campobasso ad essere dotata di una moderna rete in fibra ottica.

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Open Fiber porta Campobasso nel futuro. La società guidata da Elisabetta Ripa ha iniziato i lavori che porteranno alla realizzazione di una vasta rete in fibra ottica con tecnologia FTTH (fibra sin dentro nelle case) che raggiungerà oltre 16 mila unità immobiliari entro il 2020. L’investimento complessivo sarà di ben 5 milioni di euro. Sarà realizzata una rete in fibra ottica di 40 Km che permetterà di raggiungere velocità sino a 1 Gbps.

Nel progetto di Open Fiber è previsto anche il cablaggio di scuole e uffici comunali, al fine di migliorare le relazioni con i cittadini e di aumentare la produttività e la competitività delle imprese presenti sul territorio in modo da favorire il recupero del “Sistema Paese” e, in particolare, l’evoluzione verso l’”Industria 4.0″. La società guidata da Elisabetta Ripa sta lavorando alla cablatura del resto nella Regione, come concessionaria Infratel nell’ambito del Piano Banda Ultra Larga, per portare la fibra ottica in tutti i 136 Comuni del territorio molisano. Da evidenziare un dato importante.

Open Fiber è un operatore “Wholesale Only“. Questo significa che la società si occupa solamente della posa e della manutenzione della rete. L’offerta di connettività vera e propria sarà ad appannaggio dei suoi partner commerciali. Dunque, una volta conclusi i lavori, l’utente non dovrà far altro che contattare un operatore, scegliere il piano tariffario e navigare ad alta velocità, cosa fino ad oggi impossibile con reti in rame o misto fibra-rame.

Marco Pasini, Regional Manager Open Fiber per l’Abruzzo e il Molise:

Finalmente anche Campobasso è coinvolta in una grande opera di modernizzazione del paese. La nostra infrastruttura consentirà a tutti i cittadini e alle imprese che operano sul territorio di usufruire di servizi sempre più innovativi basati su una connettività ultraveloce. Cercheremo di fare il nostro lavoro creando meno disagi possibili alla popolazione: basti pensare che per il 73% della nuova rete non occorrerà scavare ma verranno utilizzati cavidotti già esistenti.

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