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Facebook, Google e Twitter contro Clearview AI

Facebook, Google e Twitter hanno chiesto a Clearview AI di interrompere la raccolta delle immagini utilizzate dal tool di riconoscimento facciale.

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In seguito all’articolo pubblicato dal New York Times sulla creazione di un tool di riconoscimento facciale, tre colossi del web hanno deciso di inviare una lettera “cease-and-desist” a Clearview AI. Facebook, Google e Twitter hanno chiesto di interrompere la raccolta delle immagini e di cancellare quella già presenti nel database.

Clearview AI, una startup fondata da Hoan Ton-That, sviluppa un’app che permette ad oltre 600 forze dell’ordine di scoprire i responsabili dei crimini attraverso la ricerca della corrispondenza di una foto del sospettato con quelle presenti in un database di oltre 3 miliardi di immagini trovate su vari siti. Grazie all’intelligenza artificiale, l’identificazione avviene in pochi minuti con un’accuratezza del 75%. La prima lettera “cease-and-desist” è stata inviata a fine gennaio da Twitter, in quanto l’operato di Clearview AI è proibito dai termini del servizio.

Facebook aveva inizialmente dichiarato che sono state richieste ulteriori informazioni alla startup. Successivamente ha confermato di aver chiesto la sospensione immediata della raccolta delle foto, in quanto in contrasto con la policy del social network e di Instagram. Questo è invece il comunicato ufficiale di YouTube:

I termini di servizio di YouTube vietano esplicitamente la raccolta di dati che possono essere utilizzati per identificare una persona. Clearview ha ammesso pubblicamente di fare esattamente questo, e in risposta abbiamo inviato loro una lettera “cease-and-desist”. I confronti con Google Search sono imprecisi. La maggior parte dei siti web desidera essere incluso in Google Search e noi diamo ai webmaster il controllo su quali informazioni del loro sito sono incluse nei nostri risultati di ricerca e l’opzione per la cancellazione totale. Clearview ha raccolto segretamente le immagini delle persone senza il loro consenso e in violazione delle regole che vietano di farlo.

YouTube ha fatto riferimento a Google Search perché il CEO di Clearview AI ritiene che il funzionamento del tool di riconoscimento facciale è simile, in quanto anche Google Search raccoglie informazioni pubbliche dai siti web. In realtà i siti web possono chiedere di non essere trovati su Google. Il CEO ha dichiarato che risponderà in modo appropriato alle lettere ricevute. La vicenda è quindi destinata a durare ancora per molto.