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Froogle sfruculia l’e-commerce

Google lancia un nuovo servizio: Froogle, un motore di ricerca per lo shopping online. Potrebbe diventare il punto di riferimento per chiunque commerci sul Web.

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Ormai è ufficiale: Google ha trovato l’uovo di Colombo per portare avanti qualsiasi tipo di business online. Dopo aver esteso le proprie attività ai cataloghi di vendite per corrispondenza e all’informazione Web, ora il popolare motore di ricerca stende le zampe del suo spider anche sullo shopping online.

Froogle, così è stato battezzato il sito, viene definito come «un nuovo servizio di Google che rende facile trovare informazioni sui prodotti in vendita online». Già dal nome (un gioco di parole con il termine “frugal”, frugale) il nuovo sito svela il suo segreto, che è poi la principale determinante del successo di Google: poca pubblicità, nessun inutile orpello, una pagina chiara del tutto focalizzata sui risultati della ricerca.

Tutto quello che l’utente deve fare è inserire il termine desiderato nell’apposito form; quasi istantaneamente, Froogle restituirà una lista di negozi che trattano quel prodotto, con tanto di prezzo, descrizione e foto.

Il celeberrimo algoritmo di ricerca di Google supera brillantemente anche questa prova: i siti vengono classificati in base alla corrispondenza con i termini ricercati, così da garantire all’utente risultati mirati e imparziali. Cercando l’ultimo libro di Stephen King o l’ultimo CD di Bruce Springsteen, Amazon e CDNow non figurano tra i primi dieci risultati.

Froogle funge da motore di ricerca e non si occupa delle transazioni. Chi vuole acquistare un prodotto deve cliccare sul link prescelto e concludere il pagamento con il negozio in questione. A questo punto è lecito domandarsi cosa ci guadagni Froogle da tutto questo.

Innanzitutto, la fascia destra dello schermo è dedicata agli “sponsored link“, che appaiono quando l’utente inserisce una parola acquistata da un determinato rivenditore. Ma sembra improbabile che Froogle voglia guadagnare esclusivamente dalla pubblicità; è chiaro invece il tentativo di Google di imporsi come fonte più autorevole per qualunque tipo di ricerca, di diventare il sito di riferimento per chi porta avanti qualunque business online, il servizio al quale conformarsi per dare visibilità ai propri prodotti. Non è escluso che, con la ripresa dei mercati mondiali, Google tenti di capitalizzare la propria credibilità con l’ingresso in borsa.

Froogle è una versione beta, quindi soggetta ad imperfezioni e modifiche. Come già era avvenuto con Google Catalogs, sono stati esclusi dall’indicizzazione tutti i siti di liquori, tabacco ed armi da fuoco

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