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ClickStar, il cinema va sul web

Morgan Freeman, Intel, Microsoft. E poi arriveranno le major. Tutto è pronto ed il 2006 sarà l'anno della rivoluzione del mercato cinematografico: i film arriveranno sul web prima ancora che su DVD.

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Era Aprile quando in un precedente focus ci si chiedeva quando Hollywood ci sarebbe entrata in casa e con quali modalità. A distanza di pochissimi mesi la rivoluzione sembra essere alle porte, con gli annunci che parlano di inizio 2006 e con nomi eccellenti a supportare la prima scintilla del mercato. Tutto si cela sotto il nome ClickStar, joint venture nella quale colimano ed apportano i propri capitali il gruppo Intel e la Revelations Entertainment del noto attore Morgan Freeman (in collaborazione con il produttore Lori McCreary).

L’annuncio ha già trovato la via dell’ufficialità. I due gruppi già fin dall’inizio dell’anno stanno collaborando (attivo un progetto per una casa futuristica nel quale è rivoluzionato completamente il concetto dell’intrattenimento casalingo) e con il comunicato degli ultimi giorni la compagnia ClickStar si candida a diventare la lepre in un settore ove ormai era palese la mancanza di un riferimento per lanciare la corsa all’innovazione. Il paradigma lanciato è tale da ribaltare tutto il sistema che regge ad oggi l’impresa della produzione cinematografica, ove al momento i prodotti escono al cinema, per poi trovare espressione prima su VSH/DVD ed in pay-per-view, infine giungendo sui tradizionali canali televisivi. Con ClickStar i film saranno direttamente scaricabili da Internet, e non si tratterà di scarti di produzione ma piuttosto di vere e proprie anteprime (con distribuzioni, addirittura, contemporanee all’uscita in sala).

Così il comunicato diffuso direttamente sul sito web ClickStar: «la strategia di ClickStar è volta a creare un servizio online ove i consumatori possano accedere a pagamento al download di film in versione “pre-DVD-release” […]. Questa nuova destinazione online è ideata per offrire ai produttori un veicolo per connettersi direttamente ai fans ed offrire una nuova via per l’esperienza dell’intrattenimento casalingo. ClickStar renderà possibile un nuovo modello di business in grado di incrementare le opportunità di entrata per l’industria cinematografica». In un successivo approfondimento è Morgan Freeman a specificare come la ClickStar sia nata per distribuire contenuti digitali in una accezione più estesa del termine, ma che la cinematografia rimanga comunque il core business del progetto. Gli “Studios” di Hollywood starebbero vagliando la proposta con interesse, pronti eventualmente ad entrare fin da subito nel mercato inaugurato. La filiera commerciale, dunque, aumenta ed avvicina i propri anelli aprendosi alla prospettiva di una distribuzione web in grado di sostituire ed amalgamare gli altri canali distributivi. La rivoluzione di ClickStar è insita in particolar modo nella novità dell’approccio della cinematografia con il web: fino ad oggi, infatti, l’unico contatto tra i due mondi era rappresentato dalle denunce che la MPAA avanzava nei confronti degli utenti, e mentre tutti ormai sapevano che l’inesorabilità dei fatti era quella di un approdo dell’uno nel mercato dell’altro, c’era già chi vedeva in BitTorrent la possibile futura piattaforma di distribuzione massiva dei prodotti di Hollywood.

Tutto parte, ancora una volta, dal P2P ed in reazione al terremoto causato dal P2P sul mercato. Lo stesso Morgan Freeman ha a suo tempo annunciato la volontà di intervenire nell’ambito al fine di evitare per la cinematografia gli stessi danni che il P2P ha in precedenza apportato all’industria musicale. La differenza è che l’approccio non è stato ostruzionistico, ma sostitutivo: bisogna offrire un’opportunità legale affinché la domanda dell’utenza trovi una risposta soddisfacente (e, per la produzione, remunerativa) in un nuovo tipo di offerta. Detto, fatto: nasce ClickStar. Nulla è al momento dato a sapersi circa le modalità con cui il servizio verrà fornito. Nulla è stato specificato in quanto a regimi tariffari, nulla è stato dichiarato in relazione a qualità e quantità di offerta. Si sa, invece, che il progetto si ergerà su piattaforma Microsoft Windows Media e che nel progetto avrà un peso fondamentale il gruppo Intel. La gestione dei DRM è dunque affidata a Microsoft e la garanzia degli stessi potrebbe essere lasciata all’hardware (voci in tal senso sono in auge ormai da tempo, pur se una applicazione nello specifico ambito sembra essere negata da alcune dichiarazioni del CEO Paul Otellini). ClickStar dovrebbe aprire i battenti all’inizio del 2006, quando hardware e software appositi saranno sincronizzati ed ottimizzati per affrontare la nuova avventura.

Il servizio dovrebbe iniziare le proprie attività offrendo esclusivamente l’acquisto dei film, ma entro breve potrebbe essere aperta l’opportunità dell’affitto. Similmente, entro poco tempo l’evoluzione del progetto e del controllo dei DRM dovrebbe aprire anche la possibilità della masterizzazione dei film per la conservazione in privato dei contenuti desiderati.

Nel momento in cui una novità di tale portata assume i connotati di un progetto concreto pronto ad approdare sul mercato, inevitabilmente la riflessione deve aprirsi a quello che potrebbe caratterizzare il prossimo futuro sia per gli utenti che per le aziende impegnate (anche indirettamente o in rapporto di concorrenza) nel progetto. E gli interrogativi, in tal senso, non mancano. Vien da chiedersi, ad esempio, quale sarà il ruolo ricoperto da Microsoft: impegnato ormai da tempo nell’intrattenimento casalingo, il gruppo difficilmente rinuncerà ad un ruolo di prim’ordine in tale mercato e più probabilmente estenderà la propria influenza andando oltre la semplice gestione della piattaforma di Digital Right Management. Vien da chiedersi, inoltre, quale ruolo ambisce ad assumere Apple nel nuovo settore: il gruppo che ha rivoluzionato il mercato musicale sotto la duplice insegna iTunes/iPod si è infatti recentemente (quanto sorprendentemente) convertito ad Intel ed il passaggio potrebbe aprire interessanti prospettive. Il Mac Mini «da salotto» potrebbe assumere nuovo valore ed un recentissimo brevetto nel settore dell'”home entertainment” potrebbe confermare l’idea di un Mac nuovamente candidato a ricoprire il ruolo del cuore pulsante dell’intrattenimento casalingo (o mobile, tramite iPod). E poi c’è Intel: il gruppo è al centro di una serie di denunce e class action ma, forte di un settore hardware largamente dominato, la casa del Pentium intende ancora una volta incarnare quella “Legge di Moore” formulata nei propri uffici e moltiplicare ancora una volta velocità ed estensione dell’innovazione tecnologica veicolata con i propri dispositivi.

Il 2005 è l’anno degli annunci, ma il 2006 sarà l’anno in cui arriverà l’ondata che già si vede in lontananza. Il vecchio sistema potrebbe essere travolto in breve e, tra caduti e superstiti, il mercato dovrà assestarsi su un nuovo equilibrio. Morgan Freeman si è portato avanti con i lavori (e dovrà ora sperare in una rapida espansione del broadband, canale assolutamente indispensabile per il mercato dell’e-content), ma per il resto i protagonisti di questo film sono già noti ormai da tempo. Pop-corn in distribuzione, lo spettacolo sta per iniziare.

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