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Windows Home Server: appena uscito, subito problemi

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Windows Home Server, il server domestico pensato per portare tecnologie business in ambito consumer, è arrivato sul mercato da qualche settimana e già si sentono le prime lamentele.

Attualmente Windows Home Server, che è disponibile solo in licenza OEM (quindi scordatevi di adattare il vostro vecchio PC, dovete comprarne uno ad-hoc), è venduto solo da HP che produce un modello commercializzato in due versioni da 600 e 750 dollari, rispettivamente con 500GB e 1TB di memoria di massa.

L’obiettivo di Home Server pare, ad una prima analisi, interessante: portare a casa alcune tecnologie server finora appannaggio dei soli PC aziendali. Ormai, infatti, si hanno case che sono paragonabili a piccoli uffici, con più computer connessi tra loro e ad internet. Eseguire un backup centralizzato ed automatizzato, ad esempio, è una feature di sicuro interesse per una famiglia con 3-4 PC.

Windows Home Server, inoltre, vanta interessanti funzionalità che consentono ai membri della famiglia, da qualsiasi parte del mondo si trovino, di connettersi al proprio server domestico ed accedere a foto e documenti con la massima semplicità.

Di fatto, però, i primi test indipendenti su Windows Home Server sono nel complesso poco lusinghieri. Il backup centralizzato, ad esempio, risulta poco flessibile. Basti pensare che, una volta avviato, non lo si può più mettere in pausa, il che può essere davvero scomodo perchè se i dati da salvare sono tanti i PC possono subire dei rallentamenti, magari proprio mentre stiamo giocando al nostro videogame preferito. Siamo quindi costretti ad interromperlo del tutto per poi doverlo riprendere dall’inizio.

Altro elemento negativo nel programma di backup centralizzato è dato dal fatto che se Home Server trova un file uguale presente su più macchine domestiche, ne salva una copia sola, tenendo traccia di eventuali cambiamenti sulle singole macchine. Trovo sia una soluzione che salva spazio ma rende estremamente delicato il backup, se si corrompono le tabelle ci sarà da recuperare i file uno ad uno manualmente. Troppo pericoloso.

E’ stato inoltre rilevato che la funzione di remote access è di uso semplice ed immediato una volta configurata, ma che all’inizio risulta invece ostica e complessa, soprattutto se si è dietro ad un router (che va saputo configurare correttamente). Considerando che il prodotto dovrebbe essere una soluzione utilizzabile anche dal c.d. “utonto” pare davvero azzardato che questi riesca a destreggiarsi tra indirizzi IP e porte da aprire.

Altro, grosso, difetto di Home Server poco noto prima del rilascio è che remote access non funziona su PC che montano sistemi operativi Windows consumer (XP Home, Vista Home Basic e Premium). Davvero grave considerando che Home Server è un prodotto rivolto proprio all’ambito consumer e che la stragrande maggioranza dei PC desktop e portatili per l’utente domestico e studenti sono equipaggiati con versioni Home di Windows Vista e XP.

Insomma quando Windows Home Server sbarcherà anche in Italia personalmente consiglio di aspettare a comprarlo, sperando che aggiornamenti e prossime versioni migliorino un prodotto nelle intenzioni molto intelligente ma nella realizzazione pratica ancora scarso. Per quello che offre, oggi, Windows Home Server può benissimo essere sostituito da una macchina Linux (o Windows XP) configurata ad hoc tanto, abbiamo visto, che neppure Home Server brilla quanto a “user friendlyness”.

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