Quando la bufala corre sul web
La falsa trascrizione di una intercettazione tra Berlusconi e Confalonieri pubblicata su un blog manda in tilt parte dell'informazione online. Prima Dagospia e poi Adnkronos cadono nel tranello, amplificando la notizia fasulla che raggiunge il Palazzo
L’ormai acclarata falsità della notizia rende l’argomento ancora più interessante per la Rete, accrescendo così il numero di visite all’ormai smascherato La Privata Repubblica, che dopo poche ore risulta non più raggiungibile, sostituito da una semplice scritta «Sito Web in manutenzione». La presenza dell’avvertimento sembra scongiurare la possibilità di un sequestro da parte della magistratura romana ventilato dai redattori di Adnkronos, che confondono il nome dell’hoster Aruba che ospita il blog con quello del luogo in cui credono sia ospitato fisicamente il server, collocandolo così erroneamente nelle Antille.
A distanza di alcune ore, nel tardo pomeriggio la piccola tempesta nel bicchiere del Web italiano inizia a placarsi, non senza conseguenze. Per difendere il proprio operato, il sito Dagospia, principale amplificatore dell’intera vicenda, pubblica un editoriale molto sentito ed esplicito: «Il caso del sito che ha messo in rete una lettera falsa di una conversazione tra Berlusconi e Confalonieri è la spia delle degenerazioni che stanno avvenendo nel mondo dell’informazione. Ma prima di tutto, con l’intervento di Dagospia, abbiamo sgonfiato nel giro di pochi minuti una bufala che impazzava sul web e via passaparola. L’era della verosimiglianza è finita: perché è il modo più facile e vigliacco di gettare fango sulle persone. Che poi si giustificano: ma era tutto uno scherzo? Infatti mai abbiamo nemmeno pensato di pubblicare l’indirizzo del sito né tantomeno un testo che giudicare postribolare è poco. [...] Ma ormai la degenerazione mediatica che sta prendendo il sopravvento preferisce, in mancanza dei fatti reali, di buttarsi sul reality. Al vero che non c’è, avanti col verosimile, ingannando tutti e infilando altra merda nel ventilatore. Ecco perché abbiamo subito precisato che, vere o false o verosimili, quelle conversazioni non sarebbero mai apparse su Dagospia. La mattina abbiamo ancora voglia di guardare la nostra faccia allo specchio. Senza vergognarsi».
Per approfondire:
Genesi di una bufala
I disastri non avvengono mai per caso
Raggiunto per un breve scambio di battute, e frastornato dal tanto rumore suscitato dal suo testo, il giovane autore della falsa intercettazione ha preferito non rilasciare ulteriori dettagli sulla vicenda, per molti tratti surreale. Dopo aver confermato di non essere ancora in possesso di alcuna dichiarazione ufficiale dalle parti in causa, l’autore della Privata Repubblica ha tenuto a precisare fermamente un solo punto sulla natura del suo post: «Bastava leggere la prima parte, la chiosa iniziale, per capire che si trattava di una zingarata». Una zingarata che ha mandato in cortocircuito per alcune ore parte del sistema informativo italiano.
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