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Vendite dei PC salvate dai netbook

Grazie alle buone prestazioni dei netbook sul mercato europeo, i produttori di personal computer hanno registrato un aumento pari al 12% nelle vendite di fine 2008. Destano intanto preoccupazione i mercati dei paesi in via di sviluppo

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Le buone prestazioni sul mercato dei netbook portano un poco di ossigeno al comparto dei personal computer, in evidente affanno a causa della crescente crisi economica. Nel corso degli ultimi tre mesi del 2008, le vendite dei PC sono aumentate di circa il 12% rispetto al medesimo periodo del 2007 nell’area occidentale dell’Unione Europea. Una crescita importante, resa possibile dall’alto numero di consegne degli economici netbook.

Stando alle rilevazioni degli analisti di Gartner, nell’ultimo trimestre del 2008 su 20,1 milioni di PC venduti, 2,5 milioni erano netbook. L’alto numero di vendite dei laptop principalmente concepiti per la navigazione online ha fatto mantenere un trend positivo all’intero comparto, che altrimenti avrebbe registrato un sensibile calo nelle consegne nell’importante periodo legato allo shopping natalizio. I dati su base annua non sono comunque confortanti: l’intero comparto ha registrato un aumento pari al 17% delle vendite.

Con oltre 1,49 milioni di unità vendute nell’ultimo trimestre dello scorso anno in Europa, Asustek Computer si è confermata la società leader nel comparto dei netbook grazie alla sua fortunata serie di dispositivi Eee Pc. La società di Taipei ha registrato un aumento di 513mila laptop venduti rispetto al 2007, pari a una crescita del 190% e a un notevole ampliamento della sua quota di mercato nel settore, passata dal 2,9% di un anno fa all’attuale 7,4%.

La scelta di intraprendere con maggiore convinzione la strada dei netbook si è rivelata efficace anche per Acer, uno dei principali concorrenti di Asus nel nuovo comparto legato all’informatica a basso costo. Grazie ai modelli introdotti sul mercato nel corso del 2008, Acer è riuscita ad aumentare del 12% circa le proprie consegne, mantenendo saldamente la sua quota di mercato (ora al 20,3%) anche nel comparto dei laptop tradizionali.

Mentre i paesi europei maggiormente industrializzati hanno consentito ai produttori di personal computer di mantenere un trend positivo nelle vendite dei dispositivi, a causa della crisi i paesi in via di sviluppo di numerose aree dell’est Europa e dell’Oriente stanno comportando un progressivo rallentamento nelle consegne. L’informatica low cost potrebbe costituire una buona soluzione per arginare il fenomeno, destinato comunque a incidere sull’anno fiscale in corso.

Come dimostra una recente indagine di mercato, i netbook stentano a ritagliarsi una chiara area di mercato anche negli Stati Uniti. Per la maggior parte dei consumatori statunitensi, infatti, i laptop a basso costo sono considerati utili solamente come dispositivi secondari da affiancare ai tradizionali personal computer. La pensa così il 79% del campione intervistato, mentre solamente l’11% dichiara di utilizzare un netbook come dispositivo primario. L’indagine ha comunque messo in evidenza come ormai un internauta su dieci sia in possesso di un netbook, un dato che testimonia efficacemente la progressiva diffusione dei dispositivi a basso costo da usare in mobilità.

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