Beppe Grillo, le Liste Civiche e la Rete
Beppe Grillo ha presentato nel weekend la Carta di Firenze, un piano programmatico da condividere con le proprie Liste Civiche. Dal documento trapela una forte fiducia nella rete tanto come diritto universale, quanto come filosofia d'approccio ai problemi
Ma il concetto di “rete” non si ferma alla sola connettività. La “rete”, infatti, viene vissuta come ideale stesso di organizzazione dei sistemi, come fondamento rivoluzionario per soverchiare vecchie situazioni e creare nuove soluzioni.
L’idea, ad esempio, si estende alla comunicazione viaria: automobili e mezzi pubblici vanno organizzati in un sistema unico, ove le rilevazioni GPS e gli utenti siano dati organizzabili da un algoritmo che gestisce la circolazione dei mezzi e la concentrazione degli stessi in base alle necessità espresse dagli eventi e dal territorio. La rete, inoltre, è alla base del telelavoro, rendendo così gli spostamenti più agili e le condizioni di lavoro (nonché la redditività) migliori. Ancora, la rete è alla base dell’efficienza energetica. Beppe Grillo ha riassunto con una massima il pensiero del proprio team: «è meglio avere una centrale da 1 milione di Watt, oppure 1 milione di cittadini che creano 1 Watt a testa?».
Quest’ultimo concetto non è peraltro nuovo: tanto Microsoft quanto Google hanno già portato avanti negli Stati Uniti progetti energetici basati sul una rete distribuita, ove l’energia arriva dal basso e viene condivisa (concetto contrario a quello di una produzione dall’alto con la rete usata come strumento “a stella” per una distribuzione asimmetrica).
La connettività è l’estremo baluardo. «Chi controlla le informazioni controlla il paese»: Grillo ha così consegnato idealmente negli utenti il potere di controllare il proprio futuro purché riescano a creare una intelligenza connettiva che basa sul Web il proprio modo di comunicare (ne consegue la considerazione della connettività come di un bene che merita il riconoscimento quale diritto universale). Le Liste Civiche porteranno avanti lo stesso concetto, a patto di riuscire a raccogliere nell’elettorato un numero sufficiente di voti per poter comparire nei consigli comunali e sfidare l’abitudinarietà con questa nuova filosofia.
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