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Opera Unite, il browser diventa un server

Opera Unite tenterà di compiere una rivoluzione fondamentale in quella che è la struttura del web. Ogni browser, infatti, potrà trasformare il client in server abilitando così scambio di file, ascolti remoti, chat room ospitate ed altro ancora

Trasformare il browser in server, scardinare la classica architettura che vede nel client un elemento chiuso all’interazione esterna. Le ambizioni degli sviluppatori Opera vanno oltre il semplice concetto di browser ed il piccolo incomodo del mercato, quello che ha osato sfidare Internet Explorer in tribunale, punta ora su una funzionalità che potrebbe in gran misura cambiare le regole del gioco. È tutto racchiuso nel progetto Opera Unite, del quale la prima alpha release è già a libera disposizione per il download sul sito Opera Labs (Windows, Linux, Mac).

La rivoluzione è nel fatto che non ci sarà più un server a mediare l’interazione tra due client: ogni singolo client può infatti diventare un server e, con tutte le precauzioni del caso relativamente a sicurezza e privacy, diventa oltremodo semplice una serie di operazioni quali ad esempio lo scambio diretto di file, l’ascolto dei file archiviati su una macchina remota, la condivisione di immagini. Opera promette, nello specifico:

  • File Sharing:
    «Condivisione sicura di file dal tuo personal computer senza aspettare alcun upload. Prima scegli la cartella da cui vuoi condividere i file. Opera Unite genera un url diretto a tale cartella. Girando il link ai tuoi amici, puoi condividere file senza passare per un servizio di terze parti»;
  • Web Server:
    Fai girare un intero sito web dal tuo computer locale con Opera Unite Web Server. Dopo aver selezionato la cartella contenente il sito web, puoi condividere ed ospitare lo stesso girando l’Opera Unite URL. Opera Unite troverà automaticamente il file index e creerà il sito web per come lo hai sviluppato»;
  • Media Player:
    Opera Unite permette addirittura l’ascolto da remoto, permettendo così di accedere ai propri file anche al di fuori della portata della macchina ospitante: prende forma, con tutta evidenza, un concetto semplificato di cloud computing;
  • Photo Sharing:
    «Condividi le tue foto direttamente dal tuo pc, senza caricarle online. Una volta selezionata la cartella, il servizio crea una galleria di thumbnail delle tue foto. Cliccando sulle thumbnail si vedrà la foto nella sua risoluzione originale»;
  • The Lounge:
    The Lounge è un servizio di chat interno che gira sul tuo computer. I tuoi amici potranno accedere alla chat room tramite link diretto, senza che venga richiesta alcuna iscrizione al servizio. A seconda delle tue impostazioni sulla privacy, potrà essere richiesta soltanto una password per il log in nella tua chat room»;
  • Fridge:
    Scrivi una nota sul frigorifero dei tuoi amici virtuali. Condividendo il link del tuo “frigorifero”, tu e i tuoi amici, famigliari o colleghi potrebbe scambiare appunti in sicurezza e privatamente, in tempo reale».

Jon von Tetzchner, CEO Opera, vede in Opera Unite un cambio radicale destinato a coinvolgere l’intero mercato: «La tecnologia si muove in cicli distinti. I pc hanno decentralizzato il computing dai grandi mainframe. Opera Unite ora decentralizza e rende democratica la “cloud”. Donando capacità server al browser, gli sviluppatori possono ora creare applicazioni con gran facilità. I consumatori avranno la possibilità di scegliere private ed efficienti modalità per la condivisione di informazioni. Noi crediamo che Opera Unite sia una delle più significative innovazioni, perchè cambia per sempre il tessuto fondamentale del Web».

Prima di ambire ad essere davvero una rivoluzione, Opera dovrà dimostrare di saper assolvere a tutte le stringenti necessità che sicurezza e privacy impongono. Al netto di tali requisiti, però, è evidente la portata del progetto: l’atomizzazione della struttura connettiva tra i client rende totalmente orizzontale la Rete, permettendo a chiunque di ospitare informazioni e condividerle senza cercare necessariamente uno spazio nella dimensione cloud. Ora occorrerà spiegare nei dettagli come usare o come sviluppare per Opera Unite. Una prima guida per gli utenti ed una per gli sviluppatori sono già a disposizione. Una repository per i servizi condivisibili attende il lavoro della community.

«Con questo servizio speriamo di aumentare la nostra presenza sui desktop» ha spiegato Phillip Gronvold, product analyst Opera a Reuters. I download son già iniziati.

Se vuoi aggiornamenti su Opera Unite, il browser diventa un server inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Andrea

    La cosa e’ molto interessante però anche molto pericolosa sul livello della sicurezza.
    Il tutto dipende da quanto riescono a implementarla robusta e sicura.

  • http://saitfainder.altervista.org/ Caribe 1999

    Più che la sicurezza, con cui hanno sempre saputo destreggiarsi, sarà da vedere come non farsi chiudere il file/media sharing quando verrano accusati di violare il copyright.

  • Cla

    secondo me è un idea spettacolare… bravi quelli di opera, veramente

  • http://www.lordmax.com lordmax

    E di nuovo primi.
    Mi chiedo chi sarà il primo a copiare l’idea. ^___^
    Ed ancor più mi chiedo come faranno ora le varie leggi blocca P2P ad essere attuabili. ^__^

  • Cla

    che protocollo si userà per il filesharing, chat e via dicendo?
    spero siano protocolli aperti e non proprietari

  • Jepessen

    Bisognerà vedere come non abusarne, data la scarsa velocità delle connessioni un uscita delle ADSL. Se non si utilizza un protocollo P2P, la vedo dura dalle nostre parti… D’altronde, non mi sembra che il P2P sia quello che vogliono fare, quindi l’idea è bella solo sulla carta. Poi sarò felice di essere smentito…

  • Ferdinando

    l’idea è rivoluzionaria, anche se bisogna vedere se gente comune riesca a destreggiarsi in cotanta potenza…come già detto da alcuni, quando la libertà sul web sarà resa inoffensiva per i potenti, cosa si farà di funzionalità cosiddette private?questo termine oramai non ha più senso da un bel pezzo

  • Tek

    Non vi sembra la stessa direzione intrapresa da google wave?
    non dico che opera ha copiato google, per me opera è molto innovativa già di suo …. sarà solo una mia impressione… ma la direzione mi sembra quella , ne vedremo delle belle nei prossimi tempi :D

  • http://www.lordmax.com lordmax

    Sono sicuramente protocolli open.
    Per lo sharing sarà il torrent.
    Per la chat dovrebbe essere quello usato da gtalk

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    Wow!

  • http://www.micene.net MpMp

    Come idea non è uguale all’estensione di Firefox che si chiamava AllPeers?
    Entrambe avevano come scopo la condivisione (aperta o limitata) tramite il proprio browser…
    Qualcuno saprebbe spiegarmi le differenze tra AllPeers e Opera Unite?

  • http://www.romasantandrea.sism.org Bakaburg

    Mah, in effetti la possibilità di trasformare il proprio computer in un web server è possibile da tempo… Mac e linux hanno persino Apache e php preinstallati e attivabili (io li uso per la copia locale del mio sito). Inoltre, per essere funzionali come server bisognererebbe esser accesi e connessi costantemente e il file sharing, come detto prima se effuttato con un collegamento diretto rischia di essere alquanto lento, visto che almeno da noi le velocità di upload non sono granchè. Insomma si avrebbero hosf alquanto lenti e non fruibili 24 ore su 24. Sarebbe invece più furbo implementare il concetto di server diffuso: un sito (o qualunque altra risorsa) dovrebbe essere presente in parallelo identico su molti compute che controllano costantemente la consistenza del materiale; così si avrà la vera ridondanza dei dati che li rende più longevi e sicuri, si può garantire una disponibilità costante e velocità di accesso adeguate per la possibilità (tipica del p2p) di parallelizzare il flusso. Cacchio ho scritto di nuovo un tema.