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Google Building Maker per un mondo in 3D

Google ha da poco lanciato Building Maker, una nuova soluzione per rendere più semplice e immediata la realizzazione degli edifici in 3D per il suo Earth. L'iniziativa potrebbe accelerare la creazione di mappe più realistiche e accurate

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Google rilancia le funzionalità 3D del suo Earth affidando la costruzione degli edifici a tutti gli utenti della Rete. Per velocizzare il processo di creazione delle costruzioni offerte con una visualizzazione tridimensionale sul suo sistema di mappe, la società di Mountain View ha da poco lanciato una nuova applicazione battezzata con l’esplicativo nome Google Building Maker. L’obiettivo è quello di rendere più semplice e intuitiva la realizzazione degli edifici direttamente dal proprio browser.

«Uno dei modi migliori per realizzare un grande progetto – e realizzarlo bene – è di aprirlo a tutto il mondo. Così, oggi annunciamo il lancio di Google Building Maker, uno strumento semplice e divertente (e in grado di dare dipendenza, si direbbe) per creare gli edifici per Google Earth» si legge in un post pubblicato poche ore fa sul blog ufficiale Google LatLong. Il testo continua fornendo un’idea di insieme del progetto: «Ci piace pensare a Building Maker come a una via di mezzo tra Google Maps e un gigantesco cesto di blocchi per le costruzioni. In pratica, voi selezionate un edificio e ne costruite un modello utilizzando le foto aeree e alcune semplici forme in 3D, provviste entrambe da noi. Quando avete finito, diamo un’occhiata al vostro modello. Se ha le giuste sembianze, e se un modello migliore non esiste, lo aggiungiamo al livello 3D Buildings di Google Earth. Potete costruire un intero edificio in pochi minuti».



Il sistema di costruzione è direttamente integrato in Google Maps e può essere dunque utilizzato attraverso il proprio browser, previa l’installazione del plugin per attivare Google Earth all’interno dell’applicativo per navigare online. Da un menu a tendina è possibile selezionare la città sulla quale intervenire per modellare nuovi edifici tridimensionali. L’elenco è al momento limitato, ma comprende già città con stili architettonici molto diversi tra loro da Venezia a San Francisco, da Madrid a Tokyo. Selezionata l’area urbana desiderata, occorre posizionare un segnaposto su un edificio direttamente dalla mappa fornita da Google Maps. Il sistema riconosce automaticamente l’edificio selezionato e provvede a raccogliere le immagini aeree dalle diverse angolazioni disponibili, fornendole in anteprima in una colonna a sinistra.

L’operazione di costruzione prevede il posizionamento di una o più forme fornite dal sistema sul perimetro dell’edificio per portarlo dalle due alle tre dimensioni. Ogni spigolo può essere aggiustato per ottenere l’esatta corrispondenza con l’architettura dell’edificio e le forme possono essere sovrapposte per rendere ancora più precisa la ricostruzione. Ottenuto il risultato desiderato, l’edificio viene salvato attraverso il proprio account Google e sottoposto al giudizio della community di utenti. I modelli realizzati sono inoltre compatibili con Google SketchUp, lo strumento fino a ora utilizzato per la realizzazione degli edifici in tre dimensioni dotato di un maggior numero di funzionalità, ma meno pratico e veloce del nuovo Building Maker, specialmente per gli utenti meno avanzati.

I tempi e i risultati ottenuti con il nuovo modellatore 3D non dipendono, comunque, dalla sola bravura dell’utente, ma anche dalla complessità dei singoli edifici. Realizzare un condominio molto squadrato richiede pochi minuti, mentre la creazione di un edificio architettonicamente più complesso può richiedere molto più tempo e un numero maggiore di passaggi per ricostruire tutti i dettagli e fornire una versione tridimensionale realistica e aderente all’originale.

Con Building Maker, Google si affida nuovamente agli utenti per ottenere l’elaborazione di una consistente mole di dati in tempi relativamente brevi e con costi pressoché marginali, gli utenti contribuiscono alla causa gratuitamente. Una strategia da poco adottata da Mountain View anche per l’integrazione di nuove informazioni sulle proprie mappe all’indomani dell’abbandono di Tele Atlas per le informazioni geografiche negli Stati Uniti. Il confine tra produttori e fruitori di contenuti legati a Google si fa sempre più labile.

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