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Facebook spiega le Community Page

Nascono come un servizio all'utente, giungono come nuovo strumento per meglio organizzare il social network, ma si presentano come strumento di imprescindibile importanza per compiere un nuovo passo verso un nuovo tipo di advertising

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«Connecting to Everything You Care About». Alex Li, Facebook software engineer, ha presentato così sul blog ufficiale di Facebook la novità del giorno: le Community Page. La strategia di Facebook si sta evidenziando con somma chiarezza: mettere a disposizione uno strumento aggregativo, lasciare che gli utenti scelgano le proprie tematiche, profilare la community con estrema precisione e quindi compiere il passo necessario per monetizzare tutto ciò. Un passo atteso, un passo ovvio, un passo necessario: l’advertising.

La pubblicità gestita oggi da Facebook è elementare, ma già di per sé remunerativa. Il gruppo ha trovato il primo attivo di bilancio da pochi mesi e sta ora incanalando la crescita per riuscire a mettere in discussione il canovaccio odierno della pubblicità online. La piattaforma del social network ben si presta, poichè gli utenti sono attivi in modo “sincero” e sono facilmente identificabili, rendendo così migliore ogni tipo di inserzione o di attività promozionale. Per compiere il passo decisivo Facebook ha però bisogno di affinare le proprie armi e di andare oltre l’intoppo vissuto con Beacon. Le Community Page nascono con questo scopo e si presentano come la nuova summa degli interessi condivisi della popolazione del social network.

Anticipate nei giorni scorsi dai primi rumor, le nuove pagine sono ora state dettagliate da Facebook con tanto di indicazioni relative ai fondamentali dettagli concernenti la privacy: «Le community Page sono un nuovo tipo di pagina Facebook dedicata ad argomenti o esperienze che sono possedute collettivamente dalla community che vi si connette. Così come le pagine ufficiali per business, organizzazioni ed altre figure pubbliche, le Community Page permettono di star connessi con altri utenti che condividono interessi ed esperienze similari». Continua quindi la presentazione: «Su ogni Community Page puoi imparare cose nuove su di un argomento o un’esperienza – dalla cucina all’apprendimento di una nuova lingua – e vedere cosa i tuoi amici o altri su Facebook vanno dicendo a tal proposito».

Non solo. Le Community Page permetteranno agli utenti di descrivere con più facilità il proprio profilo semplicemente grazie alle connessioni che si vanno a creare (anche attraverso i suggerimenti appositamente proposti dal network). Il tutto va a ricreare una scacchiera trasversale nel quale ogni utente colloca le proprie caratteristiche, formulando volontariamente di proprio pugno un profilo analitico e discreto degli interessi e delle attitudini personali.

Il progetto è ancora in beta release, ma nel breve periodo v’è da attendersi una forte esplosione per un esperimento che in larga parte va sostituire gruppi e fans page per come erano stati fino ad ora contemplati. L’affinamento della struttura del network continua inoltre con una piccola ma significativa modifica: “Diventa Fan” si trasforma in “Mi piace”, qualcosa su cui gli utenti potranno esprimersi similmente a quanto fatto finora. Ogni “Mi piace” diventerà una connessione con il topic prescelto e l’utente avrà la possibilità di gestire uno ad uno i topic visibili da qualsivoglia amico: la privacy è garantita, insomma, e su questo punto Facebook dimostra di aver capito la lezione dopo che l’esperimento Beacon si era trasformato in un pericoloso boomerang ai tempi del primo sgangherato passo verso gli esperimenti nell’advertising.

E quel che non è garantito è comunque preavvisato: «Tieni a mente che le Facebook Page a cui sei connesso sono pubbliche. Puoi controllare quale amico è in grado di vedere le connessioni sul tuo profilo, ma potresti ancora comparire sulla pagina a cui sei connesso. Se non vuoi comparire su queste pagine, semplicemente disconnettiti con il link “Non mi piace” nella colonna sinistra della pagina. Puoi sempre decidere quale connessione realizzare».

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