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Il Floppy non è morto, anche se non sta troppo bene

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La comunicazione giunge da Verbatim, nota azienda produttrice attiva anche nel mondo dei floppy disk.

Circa 30 anni dopo il lancio dei dischi da 3.5 pollici nel 1981, il floppy disc rimane un mezzo diffuso per l’archiviazione di dati nonostante l’avvento di potenti rivali come i CD e le chiavette USB. Secondo i dati di Verbatim, leader del mercato, il totale delle vendite europee di floppy nel 2009 è stato di circa 50 milioni di unità, con una domanda particolarmente alta nell’Europa Orientale. L’Italia costituisce ancora l’8,2% del mercato europeo. Nel 2010 il floppy è ancora usato in una larga gamma di applicazioni, è infatti semplice da utilizzare per l’archiviazione di piccole quantità di dati ed è anche molto economico. La porta per i floppy è tuttora molto diffusa, questo implica che il floppy continua ad essere utilizzato nei luoghi di lavoro, comprese istituzioni e grandi aziende (per esempio per il controllo dei macchinari). Di conseguenza, la domanda rimane stabile

Mentre Sony ne celebrava il tramonto e l’estremo saluto, insomma, Verbatim festeggiava l’uscita di un nuovo player da un mercato sì sempre più piccolo, ma la cui remunerabilità rimane proprio per questo motivo costante.

Quindi ecco la conferma del fatto che il floppy non muore, ma è soltanto relegato ad una nicchia sempre più piccola:

Nonostante ciò, Verbatim ritiene non sorprendente che in un segmento di mercato in diminuzione come quello dei floppy disk, il numero dei fornitori di questo prodotto risulti in calo. In quanto azienda leader dell’archiviazione di dati digitali, Verbatim continuerà a produrre e distribuire floppy in tutto il mondo.

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