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Assinform: eppur si muove

Assinform rileva timidi segnali di ripresa per l'IT italiana, ma il comparto soffre ancora e necessita di politiche di stimolo da parte delle istituzioni

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Piccola, ma c’è. Lieve, ma concreta. La ripresa non si vede, forse, ma c’è. La conferma giunge da Assinform, secondo cui la crisi non è certo finita ma al tempo stesso c’è il conforto di dati in ripresa che riportano un atteso motivo d’ottimismo sui mercati.

A spiegare la situazione attuale è Paolo Angelucci, presidente dell’associazione che fa capo a Confindustria, secondo il quale «L’informatica italiana continua a patire gli effetti della crisi, della totale assenza di una politica per l’innovazione e del clima di incertezza che vive il Paese. Pur nella consapevolezza che molte imprese, soprattutto quelle esposte alla competizione internazionale, non hanno gettato la spugna e stanno tornando a investire nelle tecnologie informatiche e nell’innovazione dei processi, il settore IT manifesta nel suo complesso grande fatica a beneficiare della piccola ripresa in atto».

IT a -2,5% e TLC a -2,3% anno su anno: il segno meno rimane (e non se ne prevedeva in alcun modo la scomparsa), ma rispetto ai primi impetuosi crolli dettati dalla crisi economica ci si trova ad osservare un trend che rallenta l’emorragia e guarda con maggior fiducia al futuro. L’Information Technology italiana passa dal -9% di Giugno 2009 al -2,5% registrato 12 mesi più tardi. Se non è ripresa, è quantomeno una stabilizzazione. Il che è un primo passo importante prima dell’auspicata risalita.

Assinform, però, fa riferimento soprattutto alle istituzioni, alle quali rivolge un appello diretto. Deve partire dall’alto, infatti, una nuova politica di sviluppo che stimoli la crescita partendo dai problemi concreti che il mercato vive:

Se vogliamo che l’informatizzazione infrastrutturale da parte delle imprese, fenomeno importante emerso nei primi sei mesi dell’anno, evolva verso un utilizzo pervasivo dell’IT nell’economia italiana generando nuova occupazione qualificata, soprattutto tra i giovani, sono necessari atti di coraggio da parte delle istituzioni, del Governo, della classe politica tutta, per introdurre nuove regole e condizioni quadro capaci di creare un clima che premi l’innovazione a tutti i livelli. Per questo occorrono provvedimenti di politica industriale stabili, che agiscano sul fronte del credito fiscale e degli incentivi, accompagnati da misure che facilitino l’accesso a finanziamenti bancari

Il primo step deve essere quello del sostegno alla domanda: vanno premiate le aziende italiane che credono negli investimenti e nell’innovazione, poichè è da questa via maestra che occorre passare per fare il grande salto al di là della crisi.

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