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USA, LimeWire chiude i battenti

Una decisione del giudice Kimba Wood pone fine al servizio di P2P LimeWire, costretto a bloccare ogni attività collegata alla condivisione di file

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La sentenza giunge direttamente dalla Corte Distrettuale di New York, e colpisce pesantemente uno dei nomi più importanti del panorama peer-to-peer: la celebre piattaforma per lo scambio di file tra utenti LimeWire deve chiudere.  Un’imposizione da parte dell’organo giuridico a stelle e strisce che pone fine ad un braccio di ferro tra Lime Group e la Recording Industry Association of America vecchio ormai di 4 anni.

La chiusura del servizio di file sharing sarà totale: dal motore di ricerca dei file alla loro condivisione, sia in upload che in download, senza possibilità di sfuggire all’ordinanza. Del resto, la situazione è piuttosto chiara collegandosi alla home page del servizio utilizzato da milioni di utenti in tutto il globo: «LimeWire», si legge, «è stata oggetto di un’ingiunzione ordinata dalla Corte Distrettuale per fermare la distribuzione ed il supporto del proprio software di file sharing. Scaricare o condividere materiale protetto da copyright costituisce un reato».

Limewire

Limewire è stato definitivamente chiuso

Le attività svolta da LimeWire, sostiene il giudice Kimba Wood, hanno provocato alle aziende discografiche «danni irreparabili a causa delle continue violazioni dei relativi diritti d’autore». Lo stesso giudice intima al gruppo di impegnarsi nel limitare gli ulteriori danni provocati dalle applicazioni già scaricate, utilizzando la tecnologia a propria disposizione.

Le continue minacce di azioni legali, condite da denunce provenienti un pò da tutti i nomi più importanti dell’industria musicale, non potevano passare inosservate. Colpo dopo colpo, l’obiettivo di affossare una delle principali risorse dell’intero mondo del file sharing è stato ottenuto, con le major che possono ora festeggiare l’ennesima vittoria.

Nato 10 anni fa da un’idea di Mark Gorton, LimeWire perde ora l’anima della propria attività, ma continuerà ad andare avanti, come confermato anche dalla rappresentante del gruppo Tiffany Guarnaccia, collaborando con le aziende musicali. I progetti per il futuro prevedono lo sviluppo di una nuova applicazione, in questo caso conforme alle leggi in materia di copyright, per non dover chiudere definitivamente i battenti dopo anni di successo.

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