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Dove finisce il rumor, dove inizia l’illecito

D'ora in poi occorrerà fare più attenzione ai "rumor" relativi ad Apple: la SEC sta indagando alcune fonti per insider trading

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Li chiamano “rumor”, ma fin troppo spesso hanno poco a che vedere con il mistero. Sembrano voci provenienti da indagini approfondite o da incontri casuali, ma fin troppo spesso sembrano uscire in modo programmato. Spesso e volentieri sono voci legate ad un gruppo come Apple che sul senso dell’attesa ha costruito gran parte della sua fortuna. Ma spesso e volentieri questi rumor possono significare grossi spostamenti di capitali quando nel pacchetto azionario figurano azioni AAPL.

Secondo quanto suggerito dal Wall Street Journal, la Securities Exchange Commission (SEC) avrebbe deciso di approfondire il discorso con una investigazione specifica. Negli ultimi tempi, infatti, ha preso il via un susseguirsi di voci che, partendo dai produttori esterni al gruppo, riescono a portare sui media ipotesi di mercato relative ad Apple ed in grado di influenzarne pesantemente l’andamento in borsa. Tali voci, non ufficiali ma provenienti comunque da ambienti vicini a Cupertino, sono di difficile interpretazione dal punto di vista legale, ma la SEC intende far chiarezza per stabilire fino a dove ci si possa spingere.

La SEC ha la necessità di tracciare una chiara linea di confine tra il “rumor” e l’insider trading. Il primo è una grossa opportunità editoriale, mentre il secondo è un grosso rischio legale. La SEC teme che alcuni rumor siano stati portati sui media facendo seguito ad una qualche matrice che, influenzando l’andamento delle azioni con voci difficilmente comprovabili, consentono agli autori del progetto di approfittare degli alti e bassi del pacchetto AAPL a Wall Street (l’attenzione attorno al titolo Apple è legato soprattutto alla forte crescita del titolo, alla sua volatilità ed alla sua forte dipendenza dalle informative che fluiscono quotidianamente sulle attività del gruppo). Il recupero di tali informazioni è però legale solo fino ad un certo punto se le informazioni stesse sono ottenute con metodi poco ortodossi, ad esempio riconoscendo direttamente del denaro a chi consente alle informazioni di fluire verso l’esterno.

Nelle settimane scorse, in particolare, hanno preso piede alcune stime di vendita dell’iPad basate sulle stime di produzione di alcuni fornitori. Tali voci hanno a più riprese influenzato il titolo Apple spingendolo al ribasso nel breve periodo, per poi rimbalzare nei giorni successivi e creando così piccole potenziali bolle speculative. Il modo in cui tali “rumor” hanno preso piede è ciò su cui la SEC intende andare ad investigare per stabilire cosa sia lecito e cosa non lo sia. Per capire una volta per tutte cosa è rumor e cosa è truffa.

Fonte: Wall Street Journal • Immagine: Ben Sutherland • Notizie su: