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Jumo, il social network degli attivisti

Nasce Jumo, social network destinato alle organizzazioni non-profit per sensibilizzare gli utenti su tematiche importanti

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Uno dei fondatori di Facebook, responsabile tra l’altro della campagna elettorale online del presidente USA Barack Obama, lancia un nuovo progetto. Ancora una volta la parola social network gioca un ruolo centrale nell’intera iniziativa, che in questo caso risulta avere scopi e pubblico leggermente diversi da quello nato in collaborazione con Mark Zuckerberg, con il quale non v’è peraltro alcuna intenzione di competere.

Chris Hughes ha infatti dato il via a Jumo, un social network destinato principalmente alle iniziative degli attivisti per semplificare loro la strada verso la ricerca di fondi per le iniziative nelle quali sono coinvolti. Grazie a Jumo, che significa letteralmente “unirsi” in lingua Yoruba, organizzazioni non-profit ed utenti riescono a stare a stretto contatto, così da permettere alle prime di sensibilizzare i propri ascoltatori sulle tematiche più importanti che coinvolgono il mondo intero o comunque una grossa fetta della popolazione del pianeta.

Un semplice click e argomenti come la lotta all’AIDS, all’inquinamento globale o alla caccia di animali a rischio di estinzione entrano nelle case degli iscritti di Jumo. Internet assume dunque un ruolo ancora più importante sia nella comunicazione che nella ricerca di fondi per sostenere cause importanti: le donazioni attraverso la rete sono ancora in percentuale sensibilmente inferiore rispetto a quelle effettuate con i metodi più tradizionali, ma negli ultimi anni il trend sembra essere piuttosto positivo.

Le pagine del nuovo social network si riempiranno col tempo degli articoli più rilevanti, di contenuti aggiuntivi come post su Twitter o video su YouTube e permetteranno agli iscritti di documentarsi ed esprimere la propria opinione. «Più una persona è coinvolta da vicino in un problema di proprio interesse, più è alta la probabilità che lo sia per un periodo lungo» spiega Hughes, sempre più convinto che Internet possa essere il mezzo ideale per «abbattere barriere e alleviare frizioni», così da poter avvicinare parti apparentemente lontane.

Il punto di partenza di Jumo è il numero 3000, come le cause già adottate dal social network al momento della sua nascita. L’invito è quello di creare nuove pagine, opportunità offerta a chiunque voglia seguire la propria missione sociale, per allargare il raggio d’azione del progetto. Per evitare frodi, lo staff del social network accetterà però solo fondazioni la cui essenza non-profit sia certificata in maniera opportuna.

Fonte: New York Times • Notizie su: