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Touchscreen con rilievo: Microsoft ci prova

L'azienda di Redmond brevetta una tecnologia per la realizzazione di display in grado di mutare forma per riprodurre texture

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Anche il dito vuole la sua parte, e Microsoft è pronta ad offrirgliela. Giunge direttamente dai laboratori di Redmond l’ultima novità in materia di touchscreen, un’idea che potrebbe potenzialmente rivoluzionare il settore dei display touch. L’idea è quella di fornire loro la capacità di trasferire all’utente la sensazione di toccare effettivamente bordi e linee delle immagini visualizzate.

La nuova tecnologia, prontamente brevettata da Microsoft con numero di brevetto 2010/0295820, è basata essenzialmente sul posizionamento di uno strato di plastica al di sopra di un tradizionale display touchscreen. La plastica utilizzata (shape-memory plastic) risulta sensibilmente differente da quella tipicamente presente in numerosi oggetti essenzialmente per una caratteristica: il materiale scelto dall’ideatore del progetto, Erez Kikin-Gil, è in grado di mutare forma ed essenza a comando tramite l’utilizzo di raggi luminosi.

Modulando la lunghezza d’onda di tali raggi, con opportune frequenze che ricadono all’interno del campo dell’ultravioletto, si può fornire maggiore o minore consistenza alle celle di plastica che vanno a comporre la struttura “mutaforma”, ognuna delle quali delle dimensioni di un singolo pixel. In questo modo è possibile ottenere vere e proprie texture tutte da toccare, in grado di fornire al tatto un’esperienza ancora più coinvolgente. Un deciso passo in avanti, quindi, rispetto agli attuali display touchscreen capaci di offrire solo visivamente tali sensazioni.

Seppur basata su una tecnologia di propria ideazione, il principio scelto da Microsoft per i nuovi schermi touch non risulta nuovo: già in passato alcuni gruppi (tra cui Nokia) e laboratori universitari hanno provato a tuffarsi nella progettazione di un simile sistema, riuscendo ad ottenere anche discreti risultati. Una delle pecche dei vari progetti portati avanti dai rispettivi team di lavoro riguardava le onde utilizzate per modificare la struttura del materiale: in alcuni casi si giungeva a oltrepassare la soglia delle onde sonore, provocando sgradevoli rumori.

Per quanto l’idea di avere cellulari e tablet in grado di trasformarsi in veri e propri strumenti tridimensionali possa essere stuzzicante, l’unico possibile scenario ipotizzato da Microsoft finora è quello di un utilizzo in ambienti con display di grosse dimensioni, quale ad esempio Surface, il computer tutto touch proposto dalla stessa azienda di Redmond.

Fonte: New Scientist • Immagine: jblyberg • Notizie su: