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Neelie Kroes: l’UE vigilerà sulla Net Neutrality

Neelie Kroes annuncia una ricerca sulla Rete in Europa: ogni comportamento contrario alla Net Neutrality verrà identificato e combattuto.

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Neutralità, trasparenza ed efficienza: Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea e responsabile dell’agenda digitale, ritiene che occorra fare un passo avanti sulla Rete, con maggior monitoraggio degli attori impegnati in questo mercato affinché all’utenza sia garantito un servizio completo, efficiente ed in linea con le direttive UE. Inizia oggi, quindi, l’approfondimento della Commissione sul tema Net Neutrality, cercando di mettere in evidenza i comportamenti scorretti degli attori del mercato e tentando in parallelo di difendere i diritti di chi usa la rete sia come fruitore, sia come fornitore di servizi online.

Le parole della Kroes suonano come un monito: «Sono determinata a garantire che cittadini e imprese nell’ambito dell’UE possano godere dei benefici di un’internet aperta e neutrale, senza restrizioni occulte e alle velocità promesse dai fornitori di servizi. Credo fermamente nel principio della concorrenza, che è essenziale nelle nuove norme rafforzate sulla trasparenza, sulla qualità dei servizi e sulla possibilità di cambiare facilmente operatore. Nel giro di pochi mesi, in stretta collaborazione con le autorità di regolamentazione degli Stati membri, monitorerò rigorosamente il rispetto delle nuove norme dell’UE per assicurarmi che garantiscano un’internet aperta. Alla fine del 2011, pubblicherò i risultati, compresi i casi di blocco o di strozzamento di alcuni tipi di traffico. Nel caso in cui non sia soddisfatta, non esiterò a proporre provvedimenti più rigorosi, sotto forma di orientamenti o perfino di misure legislative generali per realizzare la concorrenza e la possibilità per i consumatori di scegliere ciò che meritano. Nel caso in cui ciò risultasse insufficiente, sono pronta a proibire il blocco di servizi o applicazioni leciti».

Entro fine anno, insomma, la Kroes punterà il dito contro i carrier che non si comporteranno nel pieno rispetto delle indicazioni comunitarie, soprattutto in tema di neutralità, ed i paesi che non pretendono dagli operatori il rispetto pieno delle regole. Del resto non sono queste parole nuove: la Kroes è già scesa anzitempo in campo in difesa di Skype, intravedendo in questa applicazione il maggior corto circuito tra gli interessi dei carrier e quelli degli utenti.

Nella comunicazione ufficiale diramata, la Commissione Europea dettaglia alcuni punti specifici sui quali promette di focalizzare le proprie indagini:

  • Trasparenza del servizio
    «I consumatori hanno diritto a scegliere il proprio fornitore di servizi internet basandosi su informazioni adeguate riguardo le possibili restrizioni all’accesso a determinati servizi, le velocità di connessione effettive e i possibili limiti delle velocità di Internet. I fornitori di servizi di telecomunicazione saranno obbligati in base alle nuove norme sulle telecomunicazioni dell’UE, in vigore dal 25 maggio 2011, a informare i consumatori – prima di firmare un contratto – in merito alla natura del servizio al quale si stanno abbonando, alle tecniche di gestione del traffico e alle loro ripercussioni sulla qualità del servizio, nonché ad altre eventuali limitazioni (ad es. limiti di larghezza di banda o di velocità di connessione disponibile). Il BEREC ha reso noto che la maggior parte delle autorità regolamentari degli Stati membri hanno ricevuto denunce sulle discrepanze esistenti tra le velocità di consegna pubblicizzate e le velocità di consegna effettive per la connessione a internet»
  • Blocco o strozzamento del traffico lecito via internet
    «Il blocco può consistere nel rendere difficile l’accesso oppure nel limitare alcuni servizi o siti web di internet. Ad esempio, alcuni operatori di comunicazioni mobili bloccano i servizi di Protocollo voce su internet (VoIP). Lo strozzamento che viene usato per gestire il traffico internet e minimizzare la congestione, può essere usato per rallentare alcuni tipi di traffico, come il video streaming fornito ai consumatori da un concorrente, e di conseguenza può incidere sulla qualità del contenuto. La relazione odierna dimostra che ci sono stati alcuni casi di trattamento diseguale di dati da parte di alcuni operatori. Sebbene molti casi siano stati risolti volontariamente, spesso dopo l’intervento delle autorità regolamentari degli Stati membri, si rendono necessarie informazioni più esatte per distinguere casi di blocco contrattuale o di fatto da quelli che subordinano l’accesso a taluni servizi a un pagamento supplementare. Occorrono inoltre dati sulla portata (isolata o generalizzata) delle pratiche di blocco individuate»
  • Gestione del traffico via internet
    «La maggior parte degli utenti internet possono accettare che una email impieghi pochi secondi per raggiungere il suo destinatario, ma siffatto ritardo costituisce un problema per le comunicazioni a voce online o le video chat. La relazione di oggi evidenzia un consenso generale sulla necessità di assicurare un flusso senza ostacoli del traffico via internet, in particolare quando le reti sono congestionate, così da garantire costantemente una buona qualità del servizio. In generale, esiste un accordo nel senso che gli operatori devono poter stabilire i propri modelli di commercio e gli accordi commerciali. Tuttavia, alcune parti sono preoccupate dal possibile abuso della gestione del traffico, ad esempio, al fine di concedere un trattamento preferenziale a un servizio rispetto a un altro. La Commissione e il BEREC stanno monitorando la situazione»
  • Cambio dei fornitori di servizi
    «La relazione della Commissione ha confermato il fatto che è di cruciale importanza garantire che i consumatori possano cambiare facilmente operatore. Le nuove norme sulle telecomunicazioni concernenti la portabilità del numero, che prevedono che i consumatori possano cambiare operatore, conservando i propri numeri entro un giorno lavorativo, dovrebbero costituire al riguardo un aiuto. Inoltre, le nuove norme garantiscono che la risoluzione del contratto non rappresenti un ostacolo al cambio di operatore. La Commissione e il BEREC studieranno in che modo realizzare il cambio nella pratica»

Va ricordato come in una comunicazione preventiva la Commissione abbia anche indicato l’Italia tra i paesi al centro del monitoraggio poiché si nutrono sospetti sul comportamento di alcuni carrier (non nominati in questa fase, ma i gruppi interessati ben sanno a cosa vanno incontro nel caso in cui a fine anno il pagellino della Kroes dovesse bocciarne il comportamento).

Fonte: Commissione Europea • Immagine: Sebastiaan Ter Burg • Notizie su: