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AssoProvider: Google, monopolista arrogante

AssoProvider denuncia la possibilità di una offerta Google per le PMI in grado di disintegrare il mondo delle Web Agency italiane.

Giovedì 5 maggio Google terrà una conferenza stampa in Italia per presentare un nuovo servizio che si ipotizza dedicato in modo particolare alle piccole e medie aziende del nostro paese. Con 48 ore di anticipo, però, AssoProvider sta già mettendo le mani avanti, denunciando quella che potrebbe essere una partnership pericolosa per il mondo delle web agency italiane.

La conferenza stampa è stata convocata indicando la presenza di Poste Italiane, Register.it e Seat Pagine Gialle ed i contenuti non sono stati anticipati. AssoProvider però pensa di sapere cosa sarà annunciato: «Assoprovider è venuta a conoscenza della concreta possibilità che Google si “allei” anche in Italia con alcune mega-aziende italiane leader nei rispettivi settori per regalare siti web completi di logistica, e-commerce e quant’altro alle piccole imprese italiane. L’operazione è già ufficiale in altri grandi paesi (Gran Bretagna, Canada e Australia) e proprio per questo l’ipotesi italiana appare concreta e preoccupante». L’iniziativa sarebbe in auge già in Gran Bretagna sotto il dominio gbbo.co.uk (Getting British Business Online), e nel nostro paese il tutto potrebbe prendere il via proprio nei prossimi giorni: «Quello che viene offerto alle aziende inglesi (e italiane se l’iniziativa andrà in porto) dal consorzio guidato da Google è un dominio internet gratis, un sito web personalizzato basato su modelli, promozione e visibilità online sempre gratuite (almeno nel pacchetto base)».

Secondo AssoProvider una iniziativa di questo tipo distruggerebbe tutto quello che le varie professionalità stanno cercando di costruire, appiattendo il mercato in termini qualitativi grazie alla presenza garante di Google nella cordata (la corretta indicizzazione dei contenuti non è un problema) ed adagiando sul “gratis” l’approdo alla Rete da parte delle piccole aziende. «Specie in tempi di crisi», spiega l’associazione, «non crediamo ci sia bisogno di iniziative da centralismo sovietico. Ci interessa molto difendere le figure coinvolte, non solo come difesa della qualità e professionalità di una intera categoria di web designer, ma anche per un evidente problema di qualità del prodotto offerto alla piccola impresa italiana».

L’accusa denuncia il fatto che la GBBO sia stata in Gran Bretagna un pieno fallimento che ha lasciato le aziende di fronte ad un servizio assistenza nullo e risultati scarni:

Le aziende non hanno bisogno di un servizio standard e uguale per tutti. Un sito web – per quanto piccolo possa essere – non si vende come una casella PEC, ma deve raccontare l’azienda, rappresentarla e deve per questo essere progettato seguito e curato da professionisti del settore. La creatività italiana oggi al servizio delle web agency rischia però di essere disintegrata dalla presenza di un prodotto gratuito e scadente, con la conseguente perdita di moltissimi posti di lavoro e di professionalità.

Il comunicato AssoProvider ha doppia valenza. Da una parte, infatti, si tenta di difendere il mondo delle Web Agency dal possibile attacco che potrebbe subire di fronte ad un orizzonte di questo tipo. Dall’altra v’è il dito puntato senza mezzi termini contro Google, definito «monopolista arrogante» contro cui l’Europa dovrebbe saper proporre una soluzione alternativa per aprire ad un pluralismo effettivo di offerta nel search.

Google da parte sua prenderà la parola il 5 maggio, quando porterà il progetto a conoscenza di tutti potendo contare sulla compresenza di Alberto Cappellini, Amministratore Delegato di Seat PG, Barbara Poggiali, Amministratore Delegato di Dada, e Andrea Rigoni, Direttore E-Commerce Poste Italiane S.p.A.

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Fonte: AssoProvider
Immagine: Assoprovider

  • http://www.facebook.com/giacomo.perin Giacomo Perin

    Google fin’ora non ha fatto altro che arricchire il web con i sui servizi con moltissima innovazione. Il fatto che i servizi italiani non riescano a reggere la concorrenza è una questione di mercato. Drogare il mercato impedendo la libera concorrenza è sleale.

  • Blah

    Che fosse il modo per far migliorare ed informatizzare il business italiano… io sono stanco di aziende che ancora chiedono fax e documenti carta e penna… Inoltre non lo vedo come un ostacolo per le Web Agency serie, magari per lo studente che fa siti a 100 euro.

  • Iannielli Graziano

    forse meglio cosi visto che in giro ci sono creatori di siti web che sono una cachetta il fatto che dopo 10 anni hanno ancora page rank 0 e 0 keyword….. siceramente io non li chiamo siti ma frega soldi.
    G I

  • http://www.facebook.com/massimiliano.valente Massimiliano Valente

    Di che si preoccupano se il Gran Bretagna è stato “un pieno fallimento che ha lasciato le aziende di fronte ad un servizio assistenza nullo e risultati scarni”. Se queste sono le premesse non basta neanche il nome Google perché la domanda di mercato faccia le sue valutazioni e si indirizzi altrove. Non sarebbe la prima volta che il “monopolista arrogante” farebbe fiasco.

  • F Gentili

    si e già immagino quali saranno i siti web presenti ai primi posti su google…..se non è monopolio questo!!!

  • Blood

    Non fare sapere ad assoprovider dell’esistenza di wordpress o saranno guai…

  • Viranf

    Insisto sullo specchietto per le allodole poichè dagli esempi detti “di successo” sono molto dubbioso che tali siti possano essere stati realizzati autonomamente dalle aziende stesse ma sicuramente da una web agency. Perchè allora pagare tanto quando con altri software più semplici e meno costosi si ottengono autonomamente risultati analoghi?

  • Virusp

    Sicuramente i tanti ragazzi che lavoravano e sopravvivevano come web designer in questi tempi di crisi ,
    trovandosi senza lavoro potrebbero tornara a fare gli hacker contro questi monopoli