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Google, 400 milioni per AdMeld

Secondo TechCrunch, Google avrebbe acquistato la startup dell'advertising AdMeld per una cifra intorno ai 400 milioni di dollari.

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Un nome ulteriore entra a far parte del mondo di Mountain View: secondo quanto riportato da TechCrunch grazie a fonti anonime vicine al colosso delle ricerche, Google avrebbe messo le mani su AdMeld, gruppo operante nello sviluppo di sistemi dedicati all’advertising online, per una cifra vicina ai 400 milioni di dollari.

Dal Googleplex per il momento non giunge alcuna conferma, ma semplicemente un no comment a «rumor e speculazioni» di questo tipo. L’acquisto di una società quale AdMeld rappresenterebbe per il gruppo una importante iniezione in grado di fornire nuova linfa vitale all’intero ecosistema di advertising made in Mountain View: nata nel 2007, AdMeld può vantare collaborazioni con alcune delle principali testate giornalistiche statunitensi ed altri nomi di un certo calibro dell’industria mondiale, operando sia negli USA che in Europa, con 5 sedi dislocate tra il paese a stelle e strisce ed il vecchio continente.

Le tecnologie realizzate da AdMeld permettono agli advertiser di avere maggiore controllo sulla vendita dei propri contenuti pubblicitari, offrendo la possibilità di monitorare i trend grazie ai dati forniti in tempo reale per ottimizzare le campagne pubblicitarie nel web. Tali tecnologie potrebbero dunque essere integrate con il servizio DoubleClick, il quale si arricchirebbe di importanti feature e potrebbe rimpinguare le fila degli sviluppatori alle sue spalle con ingegneri ed esperti di marketing di sicuro valore.

La cifra indicata da TechCrunch per l’acquisizione, del resto, mette bene in luce quali siano le potenzialità di un gruppo quale AdMeld e come Google ritenga l’operazione di assoluta importanza: qualora dovesse andare in porto, infatti, l’affare si collocherebbe di diritto al sesto posto nella classifica delle acquisizioni economicamente più care per il gigante delle ricerche online. Sempre che, a tal proposito, l’antitrust non abbia nulla da obiettare.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: