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Google reinventa la ricerca online

Google introduce importanti novità nella ricerca mobile, nella ricerca vocale, nella ricerca per immagini e nella velocità con cui si arriva al risultato.

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Con una apposita conferenza in diretta streaming, Google ha annunciato una moltitudine di novità relative al modo in cui il gruppo intende migliorare ulteriormente l’esperienza di ricerca tramite il proprio motore. Le novità sono molte e di grande importanza poiché destinate a fidelizzare una volta di più l’utenza sugli strumenti di Mountain View. Con quattro elementi, in particolare, a definire il nuovo Google ed il nuovo modo di pensare al search:

  • mobile
  • voce
  • immagini
  • velocità

Non sono questi elementi nuovi nell’alchimia che ha portato Google al successo, ma per ognuno di essi il motore promette importanti passi avanti. Fondamentali, radicali, passi avanti. Per ognuno, soprattutto, Google è in grado di differenziare la propria offerta da quella della concorrenza, il tutto a confermare una volta per tutte la propria leadership (tecnologica e non) sul search sotto ogni punto di vista, in ogni dimensione e per l’intera popolazione mondiale. E con l’ossessione della velocità della ricerca (“ossessione” è il termine esatto usato durante la presentazione) a far da sfondo ad ogni singola novità annunciata.

Google Mobile

Quando l’utenza non è sul desktop è probabilmente in auto, con gli amici, a pranzo o comunque in situazioni tali per cui può aver comunque bisogno di Google e di un modulo a cui proporre query di ricerca. I dati lo dimostrano: nei momenti in cui la ricerca su desktop è minore, la ricerca da dispositivi mobile cresce o comunque rimane costante. Per questo motivo il gruppo intende offrire un’esperienza sempre più qualitativa a coloro i quali, touchscreen alla mano, formulano le proprie domande.

La prima grande novità è in una serie di icone destinate a comparire sulla homepage mobile del motore: un semplice click favorirà, ad esempio, la ricerca istantanea di bar e ristoranti, ottimizzando la ricerca grazie alla geolocalizzazione e consentendo così una formulazione più diretta dei propri desideri: non si deve indicare a Google l’oggetto dei propri desideri, ma è sufficiente indicarne l’ambito per un primo excursus tra le SERP.

Per migliorare ulteriormente le risposte, per talune query il primo risultato viene inoltre esteso, aprendo così le risposte direttamente alla vista dell’utente. Il caso esemplificativo è relativo alla ricerca di una quotazione azionaria: Google offrirà dapprima il risultato attraverso grafico e numeri, dopodiché proporrà un elenco di siti presso cui cercare le proprie risposte nel caso in cui l’informazione desiderata non fosse stata identificata.

La ricerca vocale

La ricerca vocale sta per giungere sull’interfaccia desktop del motore (video). L’icona di un piccolo microfono compare di fianco al pulsante di invio della query: un semplice click consente di formulare a voce la propria richiesta ed il servizio la tradurrà istantaneamente in una query scritta. La ricerca vocale è istantanea ed offre immediatamente il risultato.

La ricerca vocale può essere formulata peraltro anche in funzione dell’ottenimento di una traduzione: è sufficiente indicare a voce la lingua prescelta e la frase da tradurre e se ne ottiene la nuova versione tradotta a schermo.

Google spiega di aver già sperimentato una vorticosa crescita delle ricerche vocali negli ultimi mesi ed ora sta migliorando le performance del servizio grazie ad una grossa mole di dati con cui “insegnare” al sistema il riconoscimento delle lingue, dei vocaboli e delle pronunce. L’esperimento è destinato pertanto a migliorare ulteriormente nel tempo grazie ad un uso sempre più massiccio di un sistema che, per definizione, impara dall’esperienza accumulata.

Ricerca per immagini

Google Images fino ad oggi ha funzionato su un assunto tale per cui, una volta introdotta una query testuale, se ne ottiene una risposta fatta di immagini. La novità consta nella possibilità di introdurre una immagine in qualità di query per ottenere in risposta immagini similari o una risposta testuale relativa al contenuto dell’immagine stessa (video). La richiesta può essere formulata tramite semplice drag&drop: l’immagine viene traslata con il mouse verso il modulo di ricerca, l’upload la porta ai server Google e la risposta sarà relativa a quel che il server riconosce sulla base del confronto con le altre immagini in archivio.

Velocità

L’ultima novità è quella che sembra raccogliere maggiore entusiasmo (video). Dopo aver tentato di velocizzare la risposta dei server e dopo aver forgiato l’instant search per velocizzare la scelta della miglior risposta tra le SERP, Google compie un passo ulteriore: Google Instant Pages. Il tentativo è di grande ambizione: se è vero che l’utente impiega circa 10 secondi nella scelta del risultato tra quelli proposti dal motore, è altresì vero che, una volta effettuato il click, occorre attendere secondi ulteriori per richiamare dal server prescelto le decine di elementi che vanno a comporre la pagina (HTML, immagini, Java, file esterni, embed, eccetera). Google Instant Pages intende annullare i tempi richiesti: mentre l’utente sceglie il miglior risultato per la propria query, infatti, Google procede con il pre-caricamento degli elementi delle pagine ove più probabilmente avverrà il click. Così facendo il risultato cliccato si aprirà quasi istantaneamente, risparmiando in media 2/5 secondi sull’apertura della pagina.

Google Instant Pages è immediatamente disponibile nella versione di Google Chrome per developer e sarà disponibile entro la settimana nella prossima versione beta del browser. Tale funzione è destinata a giungere presto anche nella versione mobile del motore, ove l’istantaneità dell’apertura delle pagine è ancor più importante e dove la prevedibilità dei click è probabilmente più alta (garantendo pertanto performance di caricamento ancor migliori, soprattutto su siti non ottimizzati).

Fonte: Google • Notizie su: