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La SOPA perde la PIPA: cadono i filtri DNS

Lamar Smith spera di far passare la SOPA depotenziando la PIPA, ma la rimozione dei filtri DNS non sembra sufficiente a far cadere la protesta organizzata.

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La SOPA dovrà andare avanti senza la PIPA. Il che, al di fuori delle sigle usate per indicare le proposte di legge USA che stanno facendo discutere il mondo della rete, significa che gli Stati Uniti stanno facendo seri passi indietro sulla scia delle proteste che da più parti si promette di mettere in atto contro le normative ormai prossime al voto.

La novità è sostanziale: la SOPA, la normativa firmata Lamar Smith (la cui stessa osservanza delle normative proposte non è tuttavia del tutto vergine), perde in parte la propria arma più importante. Trattasi di una specifica indicazione della PIPA (Pro IP Act), ossia la disposizione parallela con la quale si intendeva imporre un sistema di filtro dei DNS con il quale si sarebbero potute praticare opere di azione diretta sui siti colti in violazione agendo per mezzo degli ISP. Le normative, nate per limitare drasticamente la pirateria sulla Rete, sono state viste dai più come strumenti non proporzionati, pericolosi per la libertà d’espressione ben al di là dei vantaggi oggettivi che avrebbero potuto offrire al mercato.

La SOPA senza la PIPA diventa un’arma depotenziata e zoppa, tanto che la sua stessa natura rischia a questo punto di essere in discussione. L’annuncio del passo indietro giunge direttamente dal team di Lamar Smith, il quale si è trovato probabilmente con le spalle al muro dopo le minacce di protesta provenienti dalla Rete (sono in molti disposti ad un black-out dimostrativo, così come già annunciato ad esempio anche da Wikipedia) e dal Congresso, ove anche la politica sembra mostrare i primi tentennamenti di fronte ad una normativa tanto delicata proprio alla vigilia della corsa al voto per la corsa alla Presidenza degli Stati Uniti.

Il passo indietro di Lamar Smith potrebbe però essere più che altro una strategia. La PIPA non è infatti stata completamente depennata, ma è stata soltanto decurtata dei filtri DNS. Resta in piedi invece la parte restante della proposta che garantisce comunque alla SOPA ampi margini d’azione. La concessione di Lamar Smith potrebbe pertanto non essere sufficiente a far cadere le resistenze: le proteste rimangono per ora vive e la minaccia di una protesta collettiva rimane valida.

La SOPA, infatti, pur se depotenziata può comunque ancora deflagrare facendo danni irreparabili. E la Rete non intende pertanto accendere una miccia tanto pericolosa.

Fonte: CNet • Immagine: extremetech • Notizie su: