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ACTA, si va verso la bocciatura

Il gruppo europeo dei Socialisti e Democratici annuncia che voterà contro l'ACTA: sempre più probabile la bocciatura in Parlamento entro l'estate.

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Socialisti e Democratici europei votano contro l’ACTA e adesso è sempre più probabile la bocciatura al Parlamento il prossimo luglio. L’eurodeputato David Martin, relatore del seminario sull’Anti-Counterfeiting Trade Agreement organizzato dalla sinistra continentale, ha invitato i colleghi a votare contro il provvedimento, perché è un trattato che non solo preoccupa la cittadinanza circa i reali effetti sulla privacy, ma è anche poco chiaro in certi aspetti e dunque è necessario studiare un nuovo provvedimento affinché si possano difendere i diritti dei possessori di copyright.

Come ha poi affermato Roberto Gualtieri, eurodeputato del PD e capogruppo S&D nella Commissione Affari Costituzionali, la normativa fatta in questo modo è pessima, inefficace peraltro contro la contraffazione e potenzialmente lesiva per la libertà degli utenti e degli operatori internet. C’è bisogno adesso della nascita di una vasta campagna di mobilitazione e sensibilizzazione verso i cittadini affinché possa formarsi in Parlamento una maggioranza che entro l’estate bocci definitivamente l’ACTA e prepari successivamente un tavolo per studiare un’alternativa valida ma questa volta coerente con la tutela dei diritti dei cittadini e il principio della libera circolazione delle idee.

Il gruppo dei Socialisti e Democratici vuole sfruttare il maggior tempo a disposizione, generato dall’invito nei confronti del Parlamento da parte della Commissione Europea di attendere il parere della Corte di Giustizia prima di prendere una decisione.

 Jim Killock, direttore esecutivo di Open Rights Group, ha accolto con favore la posizione dell’onorevole Martin: «L’ACTA sarebbe un duro colpo per la democrazia e deve essere respinta. Il Parlamento dell’UE ha il dovere di lottare per le libertà civile e di cercare migliori proposte in materia di applicazione del copyright e dei brevetti. L’ACTA metterebbe a rischio il commercio di medicinali a basso costo, così come la nostra libertà di espressione online».

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