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Amazon lancia uno store per le app nel cloud

Amazon ha presentato AWS Marketplace, un servizio che consentirà l'acquisto di app nel cloud con tariffe orarie oppure mensili.

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Il suo nome è AWS Marketplace ed è l’ultima novità lanciata da Amazon per monetizzare il più possibile i propri servizi nella nuvola: trattasi di un nuovo store virtuale che riprendere per grosse linee la veste grafica del tradizionale portale per l’e-commerce lanciato da Jeff Bezos, nel quale sarà possibile acquistare applicazioni. Gli utenti che usufruiscono dell’infrastruttura cloud di Amazon potranno dunque avere a disposizione un nuovo punto di riferimento ove reperire strumenti utili alla creazione delle proprie risorse ed attività online.

Il funzionamento dell’AWS Marketplace è piuttosto semplice: il database realizzato dal gigante del commercio elettronico conterrà al proprio interno esclusivamente applicazioni dedicate alla gestione di servizi Web, con categorie che vanno dallo sviluppo software alla gestione dei database, dal controllo all’analisi dei dati, passando per il monitoraggio delle attività, la gestione delle infrastrutture di rete, l’organizzazione di portali mediante CMS (anche open source come WordPress e Drupal) e svariati altri campi di applicazione.

Particolare attenzione è stata concessa inoltre alla creazione di risorse legate al commercio online, con software di CRM, e-commerce, collaborazione in Rete ed altre categorie pronti all’utilizzo. Per acquistare ciascuno di essi sarà sufficiente fare click sull’apposito pulsante, dopo di che sarà già possibile iniziare ad utilizzare quanto acquistato. I pagamenti verranno effettuati mediante la tradizionale fattura mensile di AWS, con costi che potranno variare a seconda del fornitore e che in genere saranno caratterizzati da tariffe per ora oppure per mese.

L’AWS Marketplace rappresenta dunque una naturale evoluzione del commercio elettronico, proponendosi come soluzione unica per tutti coloro che necessitano di software per la creazione di attività online. Esso sarà dunque un bacino unico ove reperire risorse di vario genere, riproponendo un paradigma che nel settore mobile ha portato alla consacrazione degli store di applicazioni come fonte principale per l’arricchimento di terminali mobile, con nomi del calibro di CA, Canonical, IBM, Microsoft, SAP, e Zend che hanno già messo a disposizione alcuni dei propri prodotti.

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