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Italia.it, la rete si riunisce per porre rimedio

Si incontreranno il 31 marzo in una non-conferenza in stile BarCamp tutti coloro i quali si sono schierati contro Italia.it e a favore di un nuovo progetto che parta dal basso. Tra di loro anche Marco Ottolini, ex membro del team di Italia.it

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Non accennano a fermarsi le polemiche e le azioni intraprese per sensibilizzare l’opinione pubblica, anche al di fuori della blogosfera, intorno alla questione sollevata dalla presentazione del portale del turismo italiano, Italia.it. Dopo la creazione di un blog che monitora e raccolglie il disappunto per la spesa e i difetti del sito, ora è anche partita un’iniziativa dal basso per cercare di porre rimedio a quanto fatto e dimostrare che un’altra concezione della rete (e nello specifico di Italia.it) è possibile.

I partecipanti all’iniziativa denominata rItalia.it si incontreranno il 31 marzo presso l’università Bicocca di Milano per discutere e confrontarsi in una «non-conferenza» nello stile del BarCamp sul tema della ri-progettazione del portale del turismo italiano. A questo incontro ha annunciato la sua partecipazione anche Marco Ottolini, ex-membro del team di Italia.it.

Ottolini non è certo un novizio della rete in quanto è già stato fondatore di Italia On Line, Travel Online e CEO di ZDnet, ha importato in Italia la rivista PCMagazine ed ha lavorato come consulente di Innovazione Italia. La sua esperienza in materia di nuove tecnologie e nuovi media, nonchè la sua posizione di “ex”, è dunque tenuta in forte considerazione nell’ambiente e per questo c’è molta attesa per il suo intervento al rItaliaCamp. Le sue posizioni in materia sono peraltro già note in quanto ha avuto modo di chiarirle con uno specifico post sul suo blog personale.

Il progetto del sito Italia.it risale al precedente Governo ma è stato fermo fino all’estate del 2006 quando il Ministro per il turismo Francesco Rutelli decise di risvegliare il progetto che sarebbe stato presentato nel 2007. Così è avvenuto a fine Febbraio. Ma la pochezza del risultato, confrontata con l’investimento dichiarato di 45 milioni di euro, e soprattutto l’inefficienza tecnica e contenutistica riportata da molti blogger e semplici utenti, hanno scatenato gli strali da tutto il mondo della rete e da quello politico.