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L’Europa vieta lo smartwatch per paura di hacking

L'Unione Europea ha chiesto il ritiro dai mercati di Safe Kid One, lo smartwatch per bambini che potrebbe essere vittima di hacking.

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L’Unione Europa ha deciso di richiamare una certa serie di smartwatch per bambini per paura che siano oggetto di hacking da parte di terzi.

Ci sarebbero timori “seri” dietro la diffusione di  Safe Kid One, un prodotto dalla ditta tedesca Enox pensato appositamente per i minori. L’Unione Europea ha dichiarato che l’applicazione mobile installata a bordo veicolava comunicazioni non crittografate con i server, tali da poter essere, teoricamente, intercettate e del tutto visibili ad hacker e criminali informatici. La Commissione continentale ha dunque affermato:

Un utente malintenzionato può inviare comandi a qualsiasi orologio, in modo da chiamare un altro numero a sua scelta, comunicare con il bambino che indossa il dispositivo o individuare il minore tramite il GPS. Per noi il prodotto non è conforme alla direttiva sulle apparecchiature radio anche perché i dati come la cronologia delle posizioni, i numeri di telefono, il numero di serie possono essere facilmente recuperati e modificati.

Gli orologi, acquistabili online per meno di 100 euro, sono stati pensati per consentire ai genitori di controllare tramite un’app il bambino, localizzandolo con precisione di pochi metri e su una mappa creata ad-hoc e gestita internamente. Si può addirittura andare a ritroso e seguire il percorso del figlio negli ultimi 30 o 60 minuti, tramite la registrazione e la riproduzione dei movimenti.

Gli smartwatch hanno un altoparlante e un microfono incorporati e sono pubblicizzati come “sicuri” perché affermano che solo le persone autorizzate possono contattare il bambino attraverso il dispositivo. Non è proprio così. I ricercatori di sicurezza hanno sollevato preoccupazioni in merito per i seri problemi che affliggono apparecchi del genere. In realtà, il fondatore di Enox, Ole Anton Bieltvedt, ha dichiarato alla BBC che l’orologio aveva superato i test presso i regolatori tedeschi lo scorso anno, ottenendo così il via libera per la vendita. Cosa sia successo dopo, è tutto da capire.