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Facebook e privacy, i problemi non sono finiti

Facebook avrebbe compiuto abusi nella raccolta dei numeri di telefono, ma anche riguardo alla tecnologia del riconoscimento facciale.

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Tempi duri per Facebook: la FTC, Federal Trade Commission americana, entro questa settimana dovrebbe ufficializzare la multa per 5 miliardi di dollari alla società, come ha riportato circa due settimane fa il Wall Street Journal. Ma le grane per il colosso di Menlo Park non finiscono qui: a parte i problemi già riscontrati con la criptovaluta Libra, sono emerse nuove accuse mosse dall’autorità americana a Facebook.

Cambridge Analytica non è la sola questione delicata che preme sul social network: ci sono altre due situazioni legate alla privacy, che riguardano i dati provenienti dai numeri di telefono degli utenti e dalla tecnologia di riconoscimento facciale, come ha riportato il Washington Post.

La prima questione riguarda il modo in cui Facebook ha raccolto i numeri di telefono degli utenti. Tutti possono ricordare che la piattaforma consigliava di inserire il numero di telefono per aumentare la sicurezza, in particolare per l’autenticazione a due fattori. In realtà questa informazione era accessibile anche agli inserzionisti, coloro che investono sulla pubblicità all’interno di Facebook, per creare campagne ancora più mirate. Una situazione emersa già lo scorso marzo, cioè che il proprio numero di telefono su Facebook non è privato.

Riguardo invece il riconoscimento facciale, FTC potrebbe accusare Facebook di non aver fornito dettagli sufficienti per la possibilità di disabilitare lo strumento, che analizza le immagini comprendendo il contenuto e aggiungendo una serie di tag in automatico. L’opzione per disabilitare tutto questo sarebbe nascosta in un sotto menu ed è una questione in cui sono coinvolti almeno 30 milioni di utenti.

Tutte queste violazioni dovrebbero essere annunciate anche oggi stesso, insieme alla multa di 5 miliardi, che per molti sono ancora troppo pochi. Fanno parte di una denuncia ad ampio respiro che sta portando avanti FTC sul delicato tema della privacy.