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Campus Party, il digital detox di Alessio Carciofi

A Campus Party Italia 2019, Alessio Carciofi ha spiegato la sua ricetta per il digital detox.

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Alessio Carciofi (36 anni, umbro, ma di casa a Roma) aiuta le aziende a vivere l’innovazione digitale creando strategie di Marketing Digitale per migliorare il business. “Da dieci anni mi occupo di Digital Transformation. Nel 2009 i temi del marketing digitale erano una sorta di grande prateria” ci ha detto venerdì al Campus Party Italia 2019 a Milano. Carciofi è un consulente, speciale però. Dal 2015 aiuta infatti le persone, i manager in particolare, a vivere il cambiamento della Digital Transformation. Si occupa di digital balance, digital detox e burn-out. Questi scenari, su cui tiene corsi di formazione, sono stati anche al centro del suo intervento.

Più connessi e più distratti

Che succede alla nostra attenzione quando lo smartphone ci invia continuamente notifiche, il pc ci avvisa di aver ricevuto una nuova mail, il tablet ci ricorda di un appuntamento ormai prossimo? Succede che cala il nostro livello di attenzione e di creatività. Carciofi ha ideato un metodo che ha chiamato Digital Felix, attraverso il quale aiuta manager e aziende a rimodulare la propria attività digitale, migliorando in questo modo i livelli di produttività. Il suo metodo è anche al centro del suo libro sulle distrazioni digitali, dove spiega la metodologia Digital Felix. Si intitola: Digital Detox: focus e produttività per il manager nell’era delle distrazioni digitali (pubblicato per Hoepli a marzo 2017). “La produttività dei dipendenti è diminuita“, questo il punto di partenza della sua riflessione. “Perché? Sono aumentati i canali di distrazione“.

Il metodo Digital Felix e le email

Nella cassetta degli attrezzi di Alessio Carciofi ci sono tre strumenti di intervento che riguardano la gestione delle email, la gestione delle riunioni, l’ambiente di lavoro. “L’errore più grande – ha spiegato Carciofi – è pensare alla posta elettronica come un ad un servizio di Instant messaging“. Il consiglio? “Individuare dei momenti all’interno della giornata in cui si accede“. Non solo. “Quando le leggi la regola è rispondere a quelle prioritarie e anche darsi un timing“. Altrimenti “passiamo il 30% della nostra giornata a rispondere alle urgenze degli altri“, con la conseguenza che “non abbiamo più il tempo per essere creativi perché non riusciamo più a ricaricarci“.

Le riunioni fiume e gli open space

Non solo gestione delle email. Carciofi si è occupato anche delle riunioni. Sì, proprio quegli appuntamenti che non sembrano finire mai e sono perlopiù inconcludenti. “In Italia si fanno riunioni per decidere altre riunioni, senza saperle gestire inoltre“. Il consiglio? “Si deve arrivare alla riunione preparati, con idee. Ci deve essere un ordine del giorno, si deve staccare il cellulare e la riunione stessa deve avere un timing prestabilito“. Sul fronte ambiente di lavoro, Carciofi è convinto che l’open space non favorisca la concentrazione. “É antiproduttivo. In un posto di lavoro ci devono essere degli spazi focus in cui ti devi concentrare, senza distrazioni“.

Economia dell’attenzione

Già, ma perché Carciofi ha deciso di occuparsi di questi temi? “Lo smartphone era diventato un’estensione del mio corpo e ho rischiato il burn-out“. Ha iniziato ad occuparsi del tema e a fare ricerca. “Non parlo di Digital Detox, mi occupo dell’economia dell’attenzione. La nostra vita è dove poni l’attenzione“. Per Carciofi “non dobbiamo tornare nelle caverne, ma aggiungere l’uomo al digitale“. Vuol dire “saperlo vivere“.